Il Libro Unico del Lavoro è stato istituito nel 2009 per effetto del D.Lgs. n.112 del 25 giugno 2008 che ne ha previsto l’obbligo di produzione mensile, a partire dal 2009, con esplicita possibilità di tenuta sia analogica che digitale. Dal 2009, dunque, per le aziende italiane è possibile generare il LUL come documento informatico.

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Con la conversione in Legge (L. n. 12/2019) del D.L. n. 135/2018, l’articolo 9-bis ha esteso il divieto di emissione di fatture elettroniche per gli operatori sanitari anche ai soggetti che non sono tenuti all’invio dei dati al sistema tessera sanitaria (TS), con riferimento alle fatture relative alle prestazioni sanitarie effettuate nei confronti di persone fisiche. In nessun caso, dunque, limitatamente al periodo di imposta 2019, gli operatori sanitari devono emettere fatture elettroniche.

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Le nuove regole in tema di assolvimento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche si inseriscono tra le novità che l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019 ha portato con sé. Il Decreto del 28 dicembre 2018, firmato dal ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria, riscrivendo l’articolo 6, comma 2 del D.Mef 17 giugno 2014, ha modificato tempi e modalità di assolvimento dell’imposta di bollo con riferimento alle fatture elettroniche. Nello specifico, il Decreto ha introdotto le seguenti novità:

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Con Provvedimento n. 524526 del 21 dicembre 2018, l’Agenzia delle entrate ha modificato le regole tecniche stabilite per la fattura elettronica tra privati e verso consumatore finale con Provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018. Così facendo, l’Agenzia ha ufficializzato le modifiche al processo di fatturazione elettronica elaborate in seguito ai rilievi osservati del Garante per la protezione dei dati personali con provvedimenti del 15 novembre e del 20 dicembre 2018.

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Il Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 7 dicembre 2018, in attuazione della Legge n. 205/2017 (Legge di bilancio 2018), ha stabilito che l’emissione dei documenti relativi all’ordinazione e all’esecuzione degli acquisti tra gli enti del Servizio sanitario nazionale, i soggetti che effettuano acquisti per conto di tali enti e i loro fornitori, deve essere effettuata esclusivamente in forma elettronica. La trasmissione di tali documenti deve avvenire attraverso il Nodo di smistamento degli ordini (NSO).

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Con il Decreto Legge 119/2018 il legislatore nazionale rafforza l’obbligo di scambiare la documentazione processuale esclusivamente con modalità digitali.
In particolare, all’art.16, stabilisce che in caso di impossibilità di notificare tramite PEC per ragioni legate al destinatarioil mittente non sarà tenuto ad effettuare altre notifiche.

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Il Decreto Legge n. 119/2018, convertito con la Legge n. 136 del 17 dicembre 2018, introduce una serie di diposizioni, che impattano sulle fatture elettroniche emesse, definendo tempi di trasmissione e ritardi ammessi per i primi mesi di applicazione. Se all’interno della Circolare 13/E, pubblicata lo scorso 2 luglio, l’Agenzia delle Entrate specificava che, per le fatture cosiddette immediate, stante l’obbligo di trasmettere tempestivamente la fattura elettronica il giorno di effettuazione dell’operazione, vi sarebbe stata tolleranza per un minimo ritardo per il periodo di avvio, il DL quantifica la suddetta tolleranza.

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In un’ottica di agevolazione per i contribuenti, in quanto le fatture elettroniche trasmesse attraverso SdI sono già tracciate dall’Agenzia delle Entrate, l’articolo 13 del D.L. n. 119/2018, sancisce la scomparsa dalla normativa IVA dell’obbligo di numerazione progressiva delle fatture ricevute. Se da un lato permane l’obbligo di annotare sui registri le fatture ricevute, dall’altro non risulta più necessario gestire il protocollo di ricezione dei documenti.

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Il D.L. n. 119/2018, introducendo nuove disposizioni relative alla emissione e alla ricezione delle fatture elettroniche, ha aggiornato, di riflesso, anche i tempi di detrazione IVA per le fatture ricevute, coerentemente con la concessione dei dieci giorni di ritardo, previsti dall’art. 11 del D.L., per l’emissione delle fatture. È ora possibile registrare i documenti con riferimento alla liquidazione IVA del mese di effettuazione dell’operazione, anche se il documento è pervenuto successivamente, a patto di effettuare la registrazione contabile entro il giorno 15 del mese successivo.

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L’accreditamento è un contratto tecnico tra un soggetto ed il Sistema di Interscambio, che ha come obiettivo la costituzione di un canale sicuro per la trasmissione e ricezione di fatture, notifiche, ricevute. In sede di accreditamento, infatti, vengono svolte una serie di attività tecniche finalizzate, ad esempio nel caso del canale webservices, a definire quali siano gli url autorizzati (es. invio fatture, ricezione fatture, ricezione conferme ecc…). Una volta sperimentata con successo la comunicazione tra il soggetto e il SdI, viene rilasciato un codice destinatario, univoco a livello nazionale, che SdI associa all’url quale indirizzo telematico cui spedire la fattura. E’ possibile – facoltativamente – chiedere più di un codice destinatario da associare allo stesso url di ricezione.

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