La proroga per l’invio dei dati relativi alle fatture estere, annunciata il 13 febbraio scorso dal sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci, è arrivata. Il Decreto prevede anche la proroga per l’invio dell’ultimo spesometro e per la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA.

Come anticipato nella giornata di ieri in una nota ufficiale dal Ministero dell’economia e delle finanze, il D.P.C.M., che proroga la scadenza dell’ultimo spesometro e dell’esterometro, è arrivato alla firma e sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo la registrazione preso la Corte dei Conti.

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Con la recente conversione in legge del D.L. semplificazioni, n. 135 del 14 dicembre 2018, la blockchain prende vita all’interno del nostro ordinamento giuridico.

Infatti l’art. 8-ter del decreto definisce:

  • le “tecnologie basate su registri distribuiti”, attribuendo ai documenti memorizzati attraverso di esse gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica;
  • gli “smart contract”, attribuendo ad essi il soddisfacimento del requisito della forma scritta, previa identificazione informatica delle parti.

Il riconoscimento giuridico è solo il primo passo verso la definizione di un quadro normativo che possa favorire lo sviluppo di tali tecnologie. Sarà necessario attendere 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, periodo entro il quale l’AgID dovrà emanare apposite regole tecniche, per comprendere quali standard tali tecnologie dovranno rispettare affinché possano produrre gli effetti giuridici che il decreto gli attribuisce.

Il Libro Unico del Lavoro è stato istituito nel 2009 per effetto del D.Lgs. n.112 del 25 giugno 2008 che ne ha previsto l’obbligo di produzione mensile, a partire dal 2009, con esplicita possibilità di tenuta sia analogica che digitale. Dal 2009, dunque, per le aziende italiane è possibile generare il LUL come documento informatico.

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Con la conversione in Legge (L. n. 12/2019) del D.L. n. 135/2018, l’articolo 9-bis ha esteso il divieto di emissione di fatture elettroniche per gli operatori sanitari anche ai soggetti che non sono tenuti all’invio dei dati al sistema tessera sanitaria (TS), con riferimento alle fatture relative alle prestazioni sanitarie effettuate nei confronti di persone fisiche. In nessun caso, dunque, limitatamente al periodo di imposta 2019, gli operatori sanitari devono emettere fatture elettroniche.

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