Nuovo pagamento trimestrale dell’imposta di bollo per le fatture elettroniche

Come preannunciato dal Comunicato Stampa n° 224/18, il MEF ha rivisto le modalità di pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche, in un Decreto firmato il 28 dicembre e pubblicato il 7 gennaio in g.u.

Il decreto va ad aggiornare l’art.6 del DMEF 17/06/2014, che disciplina la gestione dell’imposta di bollo sui documenti informatici, tra cui le fatture elettroniche.

Al termine di ogni trimestre sarà direttamente l’Agenzia delle Entrate a quantificare l’imposta dovuta, basandosi sui dati presenti nelle fatture elettroniche trasmesse attraverso SDI, riportando l’informazione all’interno  dell’area  riservata  del soggetto passivo I.V.A.

L’Agenzia, inoltre, metterà a disposizione una nuova modalità di pagamento alternativa al modello F24: pubblicherà sul proprio sito un servizio per pagare l’imposta con addebito su conto corrente bancario o postale.

Il pagamento dovrà essere effettuato entro il giorno 20 del mese successivo, quindi, per le fatture elettroniche del primo trimestre 2019, la scadenza sarà il 20 aprile 2019.

Nelle fatture  elettroniche  per le quali e’ obbligatorio l’assolvimento dell’imposta dovrà essere riportata specifica annotazione di assolvimento dell’imposta, compilando la sezione <DATIBOLLO> del file XML.

Gestione dei libri e registri contabili

Per la gestione dei libri e registri contabili rimane confermato l’attuale pagamento annuale posticipato, da effettuarsi entro 120 giorni  dalla chiusura dell’esercizio di riferimento. L’unica modalità di pagamento ammessa per libri e registri, al momento, è F24 con codice tributo 2501 ed il calcolo è a cura del contribuente: ogni 2500 registrazioni o frazioni di esse.

Si ricorda, infine, che non è necessaria alcuna autorizzazione preventiva e che il DM 17/06/2014 è l’unico riferimento in tema di assolvimento dell’imposta di bollo sui documenti informatici, da non confondersi con la disciplina dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale, normata dell’art 15 del DPR 26 ottobre 1972, n. 642, che si applica solo ai documenti cartacei per evitare di apporre fisicamente la marca da bollo ed è soggetta ad autorizzazione preventiva dell’Agenzia.