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La recente Legge n. 58/2019 di conversione del D.L. n. 34/2019 ha introdotto alcune novità in vista dell’obbligo generalizzato di invio telematico dei dati dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate. Dopo aver dato conto dei principali aspetti, si fornisce, di seguito, un breve approfondimento sulla lotteria nazionale dei corrispettivi e sulle novità che la Legge ha introdotto anche in questo ambito.

Introdotta con Legge di bilancio 2017 (Legge n. 232/2016, art. 1, commi 540-544), la lotteria nazionale dei corrispettivi è riservata ai soli contribuenti maggiorenni, residenti nel territorio dello Stato, che effettuano acquisti di beni o servizi fuori dall’esercizio di attività di impresa, arte o professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi. L’introduzione della lotteria sul modello di esperienze analoghe in Europa, si pensi al Portogallo, rappresenta una misura di contrasto all’evasione fiscale che consente, a chi sceglie di aderire, di partecipare all’estrazione di premi in denaro. Affinché i cittadini aventi diritto possano partecipare (la partecipazione è una facoltà, non un obbligo), è necessario che comunichino, al momento dell’acquisto, il proprio codice fiscale all’esercente. Il D.L. n. 119/2018, modificando la Legge di bilancio 2017, ha demandato l’attuazione della lotteria a un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli d’intesa con l’Agenzia delle entrate, con particolare riferimento alla disciplina delle modalità tecniche relative alle operazioni di estrazione, all’entità e al numero dei premi messi a disposizione, nonché ad ogni altra disposizione necessaria per l’attuazione della lotteria medesima. Ha rinviato, inoltre, la decorrenza per l’attuazione al 1° gennaio 2020.

Di recente, la Legge n. 58/2019 con il comma 2 dell’articolo 12-quinquies, che ha modificato il comma 542 dell’articolo 1 della Legge n. 232/2016, ha disposto un innalzamento dalla probabilità di vincita dei premi, se le transazioni sono effettuate attraverso strumenti che consentano il pagamento con carta di debito e di credito. In particolare, la percentuale di aumento delle probabilità di vincita è elevata dal 20 al 100%.

Lo scorso 11 marzo il Ministero per la Pubblica Amministrazione ha approvato il “Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2019 – 2021”. Esso costituisce lo strumento di riferimento per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione e dell’intero paese.

Il piano si colloca nel modello strategico di evoluzione del sistema informativo della Pubblica Amministrazione ed è in continuità con il percorso delineato con i documenti “Strategia per la crescita digitale” (2015), “Modello strategico ICT” (2016) e “Piano triennale ICT” (2017).

Le strategie contenute nel piano sono fondate su alcuni principi chiave:

  • digital by default secondo il quale le PP.AA. devono offrire servizi digitali come opzione predefinita;
  • once only con il quale si ribadisce la necessità di riutilizzare i dati già in possesso delle PP.AA. nei rapporti con cittadini ed imprese;
  • digital identity only con il quale si conferma e rafforza la spinta verso l’adozione dello SPID;
  • cloud first secondo il quale il paradigma cloud deve rappresentare la prima scelta nella definizione di un nuovo progetto da parte di una PA , per motivi di maggiore affidabilità, qualità dei servizi ed economicità (pay per use).

Vengono di seguito elencati e brevemente descritti i principali contenuti del piano.

Data center e cloud: data center; connettività; servizi cloud qualificati; piani di migrazione.

Modello di interoperabilità: creazione del “Sistema informativo della PA” che renda possibile la collaborazione tra le PP.AA. e tra esse e soggetti terzi (cittadini e imprese).

Dati della PA: modalità di utilizzo delle banche dati nazionali; creazione di un catalogo dei servizi digitali offerti dalle PP.AA.; completamento dell’ANPR.

Piattaforme: nuove azioni sulle piattaforme abilitanti tra cui il public e-procurement, pagoPA, SIOPE+, NoiPA, SPID, CIE, SGPA, interoperabilità dei sistemi di conservazione, servizio nazionale per la certificazione anagrafica.

Ecosistemi: nell’ambito dei 13 ecosistemi definiti nel piano triennale 2017-2019, predisposizione di gruppi di lavoro finalizzati a definire regole, standard di riferimento e linee guida per avviare progettualità innovative; coinvolgimento degli stakeholder.

Sicurezza informatica: garanzia di sicurezza dei servizi informatici erogati nel rispetto delle indicazioni dell’AgID; segnalazione al CERT-PA (AgID) degli incidenti di sicurezza.

Strumenti per la generazione e la diffusione dei servizi digitali: aggiornamento delle linee guida di design dei siti e dei servizi web della PA; linee guida con indicazioni alla PA di condivisione di software aperti; creazione della piattaforma Web Analytics Italia a disposizione delle PA per l’analisi dei propri servizi digitali.

Modelli e strumenti per l’innovazione: utilizzo di appalti di innovazione; progettazione e realizzazione del prototipo di un motore predittivo a supporto della governance del modello di “comunità intelligenti” (Smart Landscape).

Governare la trasformazione digitale: istituzione di unità di Program Management Office (PMO) nazionali e regionali; creazione di un gruppo di lavoro permanente costituito dai Responsabili della transizione alla modalità digitale di PA centrali, regioni, città metropolitane e comuni capoluogo; rilascio di una piattaforma di monitoraggio degli aspetti tecnici ed economici delle PA sull’attuazione delle agende digitali.

Rilevazione della spesa ICT: avviare o partecipare alla rilevazione della spesa ICT sulla base delle indicazioni dell’AgID.

Nei prossimi giorni seguiranno ulteriori articoli su argomenti specifici selezionati.