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Approvato nuovo CAD: Verso una società completamente digitale

Cittadinanza Digitale

Le modifiche al Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), introdotte con il recentissimo D.lgs. del 13/12/2017 n. 217, sono prevalentemente orientate al rafforzamento del concetto di “cittadinanza digitale” al fine di promuovere una comunicazione semplificata e completamente dematerializzata tra le Amministrazioni, i cittadini e le imprese.

In attuazione della direttiva eIDAS (regolamento UE 910/2014), il Decreto rende operativo il Domicilio Digitale attraverso un “Indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli enti di diritto privato”, gestito dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), al quale un cittadino può iscriversi comunicando un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). Tale indice si aggiunge all’IPA (Indice delle Pubbliche Amministrazioni) ed all’INI-PEC (indice dei professionisti e delle imprese) creando le condizioni per una comunicazione esclusivamente digitale tra PA, cittadini ed imprese. Sempre in linea con la direttiva eIDAS, i servizi di firma digitale, di gestione dell’identità digitale (SPID) e di gestione della posta elettronica certificata vengono considerati servizi fiduciari e sono uniformemente applicabili in tutti i paesi dell’Unione Europea.

Ampliamento dell’ambito di applicazione

Si amplia il perimetro di applicazione del CAD alle autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione. Si conferma l’applicazione ai gestori di servizi pubblici in relazione ai servizi di pubblico interesse, alle società a controllo pubblico, agli organismi di diritto pubblico ed ai privati per quanto concerne le disposizioni relative a documento informatico, firme elettroniche, servizi fiduciari, riproduzione e conservazione, domicilio digitale, comunicazioni elettroniche e identità digitale.

Gestione Documentale: alcune novità

Il provvedimento non porta stravolgimenti nel contesto della gestione digitale dei procedimenti e dei documenti, tuttavia introduce alcuni elementi che vale la pena sottolineare. 

Rafforzata la centralità del documento e del fascicolo informatico

Le pubbliche amministrazioni sono obbligate e gestire i propri procedimenti amministrativi utilizzando tecnologie dell’informazione, a raccogliere in un fascicolo informatico gli atti, i documenti ed i dati del procedimento ed a rendere possibile la sua consultazione ed alimentazione a tutte le amministrazioni coinvolte e agli interessati.

Conservazione di documenti informatici

Anche se non esplicitamente specificato dal Regolamento eIDAS, il Decreto considera i servizi di conservazione come servizi fiduciari e, in quanto tali, assegna all’AgID la gestione delle fasi di qualificazione, accreditamento e vigilanza dei gestori che li erogano. Ad evidenziare un progressivo avvicinamento tra le fasi di gestione corrente e di deposito dei documenti gestiti digitalmente, l’art. 44 del nuovo CAD indica in modo esplicito che i fascicoli e le serie documentarie devono essere sottoposti a conservazione almeno una volta l’anno, indipendentemente dal fatto che il procedimento a cui si riferiscono sia concluso o meno. Nella versione precedente del CAD tale obbligo era relativo solo a documenti o fascicoli afferenti a procedimenti conclusi.

Una “nuova” modalità di firma

Il nuovo Decreto afferma che un documento informatico ha pieno valore se formato a valle di un processo sicuro di identificazione dell’autore, come quello garantito dallo SPID. Pertanto un documento generato a valle di un processo di autenticazione SPID equivale ad un documento su cui è apposta un firma elettronica avanzata, assumendo un valore certo ed incontrovertibile. Questa indicazione supera un approccio secondo il quale era pressoché indispensabile una firma digitale per affermare a distanza la propria identità nel dialogo con la PA.

Un sistema pubblico di ricerca documentale

Nel nuovo CAD viene comunicata la decisione di dar vita ad un sistema nazionale di ricerca documentale, “promosso” dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, finalizzato a facilitare l’accesso on line da parte di cittadini ed imprese a documenti soggetti ad obblighi di pubblicità legale, trasparenza o a registrazione di protocollo ed ai fascicoli procedimentali. Tale componente dovrebbe costituire una sovrastruttura di livello nazionale in grado di dialogare con i singoli sistemi delle PA attraverso standard di interoperabilità con l’obiettivo di consentire, a soggetti autorizzati, il reperimento generalizzato di documenti e fascicoli procedimentali, ovunque prodotti.

Altre novità interessanti

Di seguito si sottolineano alcuni altri elementi sui quali il CAD pone l’attenzione.

Linee guida al posto di decreti attuativi

 Fino a prima delle recenti modifiche del CAD, le regole tecniche per la regolamentazione dei temi relativi all’Amministrazione Digitale seguivano il percorso approvativo dei DPCM; Il nuovo articolo 71 del CAD fa invece riferimento a Regole Tecniche che saranno emanate dall’AgID sotto forma di Linee Guida che, com’è noto, hanno un percorso approvativo significativamente più breve di quello di un DPCM.

Difensore civico per il digitale

La figura del difensore civico per il digitale, prima istituita presso ogni Pubblica Amministrazione, viene centralizzata presso l’AgID. A tale figura possono essere indirizzate segnalazioni relative a presunte violazioni del CAD e di ogni altra norma in tema di digitalizzazione ed innovazione della pubblica amministrazione. Il difensore civico interviene indicando la segnalazione al soggetto responsabile della violazione ed invitandolo a porvi rimedio entro un tempo massimo di trenta giorni.