Mamma e lavoro: voci autentiche di equilibrio, forza e trasformazione
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Mamma e lavoro: voci autentiche di equilibrio, forza e trasformazione

Essere madre e lavoratrice oggi significa navigare tra responsabilità, desideri e sfide quotidiane. In occasione della Festa della Mamma, abbiamo intervistato delle colleghe-mamme, che ci hanno raccontato come vivono questo duplice ruolo, cosa hanno imparato, e cosa desiderano per il futuro. Abbiamo parlato con Valentina Corti (Account Manager), Silvia Campisani (HR), Brenda Di Pietro (Product Specialist), Roberta Rosatone (Evangelist) e Angeni Uminga (Software Application Developer). Cinque donne dalle diverse sedi Siav, con cinque ruoli diversi: nonostante le loro differenze, concordano sugli enormi cambiamenti, gioie e soddisfazioni dell’essere madri lavoratrici. Le loro risposte ci restituiscono un mosaico ricco di forza, consapevolezza ed empatia.

Cosa cambia con la maternità: tra gestione del tempo, priorità e nuove forme di forza

Diventare madri significa affrontare grandi cambiamenti e spesso nuove sfide, che possono trasformare profondamente molti aspetti della vita delle neo-mamme.

“La maternità ha letteralmente stravolto, in tutti i sensi – positivi e negativi – il mio rapporto con il tempo, le priorità e la produttività” ci racconta, infatti, Roberta, evidenziando come la maternità inevitabilmente ridefinisca la relazione tra tempo e produttività.

“Nelle (sole) 24 ore disponibili bisogna trovare il tempo per fare tante cose nuove e tutte le cose che si facevano prima!”  sottolinea Valentina, che pur non riscontrando una correlazione diretta tra maternità e produttività, afferma come diventare mamma le “abbia insegnato ad agire per obiettivi, dando delle priorità”. Anche Angeni, infatti, riflette su questo cambiamento: “Ora sono più produttiva e organizzo meglio il mio tempo.” – dice – “Cerco di sfruttare al meglio quello che ho a disposizione, non sprecandolo e capendo quali sono le cose prioritarie.”

Questa nuova gestione del tempo e delle priorità si riflette, d’altronde, anche nella percezione di sé stesse nel rapporto con gli altri, con il lavoro e con i propri obiettivi. Infatti, se da un lato, come per Roberta “gran parte delle energie sono indirizzate a barcamenarsi tra tachipirina, aerosol e pediatra”  e questo può creare una sensazione di maggior vulnerabilità anche nel proprio lavoro, dall’altra parte è pur vero che la maternità può donare una nuova forma di forza. Come per Silvia, che in questo delicato equilibrio è diventata “più resiliente e consapevole di ciò che è davvero importante” e per Valentina che dichiara: “mi percepisco più forte e determinata nel perseguimento di un obiettivo, ma molto più sensibile ed empatica nella gestione dei rapporti con i clienti”.

Anche Brenda, infine, conferma “la maternità mi donato una nuova consapevolezza, una capacità di adattamento e una resilienza che prima non conoscevo, ma ammiravo negli altri. Allo stesso tempo, però, sento la responsabilità (e il privilegio) di essere ogni giorno un esempio per mio figlio, perché attraverso le mie azioni può imparare cosa significhi impegnarsi, essere presenti, affrontare le sfide con coraggio e costruire, passo dopo passo, qualcosa di importante sia per sé che per gli altri.”

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Conciliare due mondi: lavoro e maternità

Conciliare vita privata e lavoro resta una sfida quotidiana.

E trovare un nuovo equilibrio, soprattutto per le neo-mamme, non è sempre così semplice soprattutto laddove manchino supporti adeguati.

Silvia, infatti, che è appena rientrata dalla maternità, spiega che le sfide che teme di più sono “la gestione del tempo, la serenità di lasciare la mia piccola a qualcuno di fidato e trovare un equilibrio.”

E anche per Brenda, è difficile rinunciare “a quei piccoli momenti quotidiani, come accompagnare il mio bambino a scuola ogni mattina…” 

Consapevole di queste difficoltà, Siav cerca di offrire piani di accompagnamento ai neo-genitori, attraverso forme di flessibilità e remote working. Abbiamo, quindi, chiesto alle nostre colleghe cosa pensano di queste politiche di supporto adottate dall’Azienda: “Credo che Siav sia vicina alle mamme con [queste] politiche” afferma Silvia, e come lei anche le altre colleghe sentono il “supporto di Siav, grazie alla flessibilità e allo smart working”.

“Siav mi aiuta dandomi la possibilità di lavorare da casa e con flessibilità negli orari – dice Angeni, chiedendo che ci sia anche “la possibilità di prolungare il periodo da trascorrere con il proprio figlio nel primo anno di vita…” Ma intanto, senz’altro, come afferma Valentina: “L’assenza di questa possibilità mi avrebbe sicuramente costretto a fare scelte diverse”.

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Come la maternità trasforma il concetto di successo

Cambiando la gestione del tempo e delle priorità, la propria routine quotidiana e le prospettive, spesso anche il concetto di “successo” assume un nuovo significato per le mamme, ampliandosi con nuove sfumature e soprattutto con la possibilità e capacità di creare un equilibrio sereno tra la dimensione lavorativa e quella familiare.

Per Silvia, infatti, “rispetto a prima probabilmente ora il concetto di successo si è ampliato, oltre a raggiungere obiettivi professionali e personali c’è anche quello di essere una brava mamma. Non credo di essere orgogliosa di essere una mamma lavoratrice in sé, ma è sicuramente una sfida importante.”

Anche per Brenda “oggi il successo ha un significato più profondo: è la capacità di mantenere in equilibrio i piccoli obiettivi quotidiani con la mia vita familiare: il vero successo risiede nel percorso che affrontiamo e nella crescita personale che possiamo riconoscere quando ci guardiamo indietro…”.

E Valentina lega “il vero successo alla crescita personale dei figli. Non vivo più il termine successo legato esclusivamente alla sfera professionale, al raggiungimento di determinati target, ma avere successo oggi per me significa crescere dei bambini sani, felici, che sappiano rapportarsi con questo mondo strano.  Vivo come successo il riuscire a conciliare ogni giorno la mia vita professionale con l’aspetto genitoriale.”

Abilità che nascono in famiglia e crescono sul lavoro

Al di là degli obiettivi individuali, c’è da dire che diventare madri insegna, in ogni caso, nuove competenze preziose anche per la vita professionale.

Per Valentina sono state la determinazione, il “lasciar andare” ma soprattutto il riuscire a “guardare tutto dall’altro punto di vista e dal punto di vista dell’altro”.

Per Silvia lo stare con sua figlia le ha insegnato “pazienza, capacità di ascolto, flessibilità ed empatia”: abilità che anche Brenda sente di aver acquisito insieme alla capacità di “affrontare le giornate con un sorriso in più”.

E Roberta ci racconta: “La nascita di mia figlia mi ha insegnato il valore del tempo dedicato alle cose. Grazie a lei ho capito quanto importante sia il tempo per me stessa. Il tempo dedicato al lavoro, alle mie passioni e al benessere personale fungono da carburante per vivere al meglio il tempo insieme a lei”.

Ma anche loro, mamme-lavoratrici, trasmettono messaggi importanti ai propri figli e figlie:

“Vorrei potessero imparare che lavorare rende liberi, autonomi, indipendenti. Che lavorare ti consente di metterti sempre in gioco e superarti anche quando pensi di non essere in grado. Vorrei potessero immaginarsi, sognare un mondo diverso e vorrei potessero credere che lavorando si può cambiare”, si augura Valentina e anche Roberta sottolinea l’importanza della libertà: “Mi piacerebbe che mia figlia da tutto ciò imparasse l’importanza della libertà di scelta. La stessa che mi sono concessa io, togliendo tempo a lei, per riservarlo al lavoro”.

Diventare mamme lavoratrici non è sempre così semplice, ma è un’esperienza che offre tanto sia da imparare sia da insegnare: “Spero di trasmetterle determinazione e passione. Sicuramente caratteristiche che possono migliorare la mia professionalità e aiutarmi a gestire al meglio, o meglio di prima, le sfide quotidiane”, afferma Silvia, ponendo l’accento su due qualità indispensabili sia nel mondo del lavoro sia nell’essere madre.

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Un messaggio per tutte le mamme lavoratrici

Le parole finali delle nostre intervistate sono un messaggio alle altre mamme lavoratrici, un invito alla consapevolezza, al coraggio e all’orgoglio.

Silvia ci ricorda che “essere mamme e avere una carriera non sono due cose in contrasto, ma due aspetti che si arricchiscono a vicenda.”

Pensiero condiviso anche da Valentina che afferma: “La mamma è la mamma, il lavoro è il lavoro. L’essere mamma aggiunge, non toglie nulla se le condizioni di contorno lo permettono.”

Dunque, il messaggio è di non mollare: “Dai dai dai che ce la portiamo a casa… anche questa giornata!” conclude con ironia Roberta, con una citazione di auto-incoraggiamento rubata da una serie italiana di qualche anno fa, perché alla fine, in ogni caso, come afferma Angeni “un giorno i nostri figli saranno fieri di noi. E soprattutto, dobbiamo essere fiere di noi stesse, perché ce la stiamo mettendo tutta”.

La maternità: una sfida che diventa una grande opportunità

Le storie di Valentina, Brenda, Silvia, Roberta e Angeni ci ricordano che dietro ogni scrivania c’è una Persona con il proprio sfaccettato mondo fatto di esperienze, emozioni, fatica e grandi traguardi personali che si possono incontrare con quelli lavorativi. La scelta di diventare madre può coesistere con le proprie aspirazioni professionali, permettendo inoltre di integrare nel lavoro un nuovo bagaglio di competenze e abilità. Le nostre colleghe ci mostrano, quindi, che essere mamma e avere una carriera non si escludono, anzi: l’una arricchisce l’altra di nuove prospettive e di una forza che spesso scopriamo solo vivendola.