Com’è lavorare in Siav?
Vi racconto il mio primo giorno!

Maria Lisa Ventura è una delle new entry del 2019 nel team di Siav. In particolare, Maria Lisa da qualche mese è inserita nel team dei Project Manager di Milano.

In questo articolo racconta l’attività di onboarding e le impressioni del primissimo giorno di lavoro in Siav.

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L’esperienza di onboarding di Maria Lisa

Un vecchio detto sul sentire comune afferma che “La prima impressione è quella che conta”, e un altro simile che “Chi ben comincia è a metà dell’opera”.

Ebbene, questo è un po’ quello che mi è venuto in mente al termine della mia prima giornata di lavoro in SIAV.

Ma, facciamo un passo indietro quando, qualche giorno prima, dall’HR mi è arrivata via email l’agenda della giornata, con un elenco puntuale di tutti gli argomenti che sarebbero stati trattati e, in allegato, il Regolamento Aziendale.

Devo ammettere di essere rimasta molto colpita da questo approccio, che mi ha dato l’impressione che lavorare in Siav significhi lavorare in una realtà ben organizzata, strutturata, in cui nulla è lasciato al caso ma, al contrario, le attività sono pianificate nei dettagli con l’obiettivo di ottimizzarne il buon esito.

L’aver ricevuto un invito in cui la giornata è stata pianificata in modo che la mattina fosse dedicata alla presentazione al neo assunto della società, alla spiegazione del contratto e dei portali utilizzati da tutti i dipendenti sulla intranet aziendale, denota, dal mio punto di vista, attenzione dell’azienda nei confronti della persona. Mentre il pomeriggio dedicato alla formazione sulla responsabilità amministrativa di Enti e Aziende (D. Lgs. 231/2001) e sulle norme in vigore in materia di sicurezza delle informazioni e privacy, denota attenzione dell’azienda nei confronti delle regole, ovvero della normativa vigente.

Ecco uno dei concetti chiave a cui volevo arrivare, le regole. Sarà che provengo da una famiglia di giuristi, ma per me le regole sono fondamentali. Le regole rendono possibile la convivenza simultanea di tanti individui a volte molto diversi tra loro, è per definire nuove, migliori regole che si sono fatte nei secoli battaglie che sono sfociate in vere e proprie guerre, conflitti, lotte di classe.

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La mia scrivania il primo giorno

Le regole sono fondamentali per la responsabilizzazione

Quando si inizia un nuovo lavoro è fondamentale apprendere ed adeguarsi alle regole vigenti nell’ambito in cui ci si troverà ad operare. E’ chiaro che in tutti gli ambiti ci siano alcune regole implicite, non scritte che è più o meno facile dedurre per potercisi quindi adeguare. Ma è fondamentale, anche se purtroppo non scontato, che ogni organizzazione si basi su di un insieme di regole correttamente codificate in un regolamento che tenga conto degli interessi dell’azienda, ovvio, ma che tuteli anche, nella giusta misura, i dipendenti e preveda correttezza di comportamento rispetto alle aziende esterne, siano esse partner o competitor (codice etico).

Tutto questo l’ho trovato leggendo il regolamento interno di Siav che mi è stato sottoposto e ne sono stata davvero contenta.

Al termine di questa prima giornata passata con l’HR, infine, ho anche avuto percezione del lavoro affatto banale e dei vari adempimenti che è necessario svolgere per permettere l’ingresso di una nuova persona all’interno di una organizzazione.

Questa consapevolezza, oltre alla conduzione dell’incontro e all’immagine che al termine di questo mi sono fatta della società, hanno avuto su di me l’effetto di una forte responsabilizzazione.

Responsabilizzazione nei confronti del ruolo che stavo andando a ricoprire in questa nuova realtà lavorativa, in cui mansioni e ruoli appunto, sono ben definiti e circoscritti, all’interno di una realtà organizzata e strutturata ben consolidata.

No, non è stato solo un colpo di fulmine 🙂

Sono trascorsi tre mesi da quando ho iniziato a lavorare in Siav e posso dirlo con fermezza: no, non è stato solo un colpo di fulmine, anzi.

Posso dire che quella prima impressione è confermata appieno ed è in aggiunta accompagnata dalla sensazione che venga compiuto all’interno della società uno sforzo costante verso il miglioramento in tutti gli ambiti, che ritengo un’altra delle componenti fondamentali che possono portare al successo di qualsiasi tipo di attività.

Non posso quindi concludere che ringraziando per il benvenuto che ho ricevuto durante la prima giornata di lavoro in SIAV, ma anche in quelle che l’hanno seguita.

Perché il lavoro è uno dei fondamenti nella vita di ogni individuo e siccome, per chiudere con una nota lieve citando Victor Hugo: “Si sa che il lavoro ha sempre addolcito la vita: il fatto è che non a tutti piacciono i dolciumi”.

L’ideale sarebbe seguire ciò che Confucio ebbe a dire tanto tanto tempo fa: “Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua”

Buon lavoro e buona vita a tutti!

M.L. Ventura

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