Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione? Risultati a macchia di leopardo. L‘intervista a Roberto D’Ippolito, BC Coordinator di Siav

Roberto D’Ippolito, Business Consultant Coordinator Area Sud di Siav, spiega gli elementi chiave per avere successo in un mercato rapido come quello moderno, racconta a quale stadio sia arrivato il grado di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana oltre alle principali esigenze avvertite da questo mercato e da quello privato.

Roberto-D'Ippolito-Siav

1) Da sempre, l’area Business Consultant gioca un ruolo di cruciale importanza nella creazione di un dialogo tra le esigenze del mercato e l’implementazione di software e l’offerta di servizi in outsourcing. Quali sono gli elementi chiave per il successo in un mercato così veloce, fluido e frammentato come quello moderno?

“Un aspetto sicuramente molto importante è riuscire a prevedere a medio e lungo termine quali saranno gli orientamenti nel nostro segmento di mercato. Da tutti i punti di vista, non solo da quello tecnologico. Pensiamo alla pubblica amministrazione: le modalità di approvvigionamento negli ultimi anni sono radicalmente cambiate. Siamo passati da affidamenti diretti e gare sotto soglia ad acquisti che prediligono il riuso e l’open source. Sono state già annunciate 13 nuove convenzioni Consip attraverso le quali le PP.AA. dovranno effettuare acquisti di beni e servizi in ambito ICT. È indispensabile monitorare questi scenari ed esserne attori attivi.

Un altro elemento chiave per il successo in questo mercato è quello delle competenze: Siav è un’organizzazione esclusivamente focalizzata sui temi della gestione digitale ed il mercato da essa si attende sempre grande competenza, a tutti i livelli. In questo senso l’azienda ha fatto e continua a fare cose importanti, basti pensare alla Siav Academy, al Comitato Scientifico, all’Osservatorio Normativo ed alle numerose collaborazioni con Enti e organizzazioni di settore (ANAI, ANORC, Politecnico, etc.).

È evidente che su entrambi questi aspetti la struttura di prevendita gioca un ruolo estremamente importante, di guida e di indirizzo.”

2) Oltre che con il mondo privato, Lei da anni si interfaccia, soprattutto, con enti e aziende della Pubblica Amministrazione. Come definisce il grado di digitalizzazione dell’apparato amministrativo italiano?

“Questo è un tema davvero spinoso: nonostante il  percorso di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione si sia avviato da quasi trent’anni (basti pensare che la legge 241 del 1990 in materia di procedimento amministrativo induceva già ad un trattamento automatizzato dei processi) e la elaborazione di un vero e proprio codice dell’amministrazione digitale (CAD – D.Lgs. 82/05), i risultati finora raggiunti non possono definirsi pienamente soddisfacenti, visto che l’Italia si colloca al 15° posto in Europa in quanto a servizi pubblici digitali. Molte cose sono state fatte, basti pensare all’obbligo del Protocollo Informatico per tutte le PP.AA., alla giustizia ed alla sanità digitale, agli open data, all’introduzione di strumenti come la PEC, lo SPID, PagoPA, FatturaPA, etc., ma moltissime cose devono ancora essere fatte. Si è proceduto a “macchia di leopardo”: ci sono alcuni settori dove i risultati raggiunti sono sicuramente significativi, altri nei quali si è ancora molto lontani dagli obiettivi.

3) Questo è comunque un anno di importanti novità nell’ambito della Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Quali sono le esigenze più avvertite da questo mercato e le risposte che Siav propone per i clienti?

“In realtà è già da qualche anno che la PA ha indicato il percorso da seguire. L’art. 68 del CAD indica delle precise priorità per gli acquisti di software che vedono al primo posto il riuso e la scelta di soluzioni open source. Altre modalità di acquisto devono essere opportunamente giustificate. Inoltre le recenti linee guida su “Acquisizione e riuso di software per le pubbliche amministrazioni” prodotte dall’AgID ed attualmente in consultazione pubblica, ridefiniscono completamente le modalità di riuso da parte della PP.AA. abolendo il catalogo del riuso ed introducendo il ricorso a piattaforme di code hosting sulle quali pubblicare il codice sorgente dei programmi realizzati per le PP.AA. corredati da una licenza di tipo open source.

La nuova piattaforma “Silloge” rappresenta la risposta ideale rispetto a questo tipo di esigenze: la sua essenza open, il suo orientamento al cloud, la sua spiccata integrabilità e la sua attenzione alle piattaforme abilitanti della PP.AA. (SPID, FatturaPA, PagoPA, CIE/CNS) ne fanno lo strumento ideale per affrontare le sfide presenti e future della pubblica amministrazione.”

4) Quali sono le altre sfide poste dal mercato?

“Due argomenti su tutti. Il primo è la Fatturazione Elettronica che dal 1 gennaio 2019 sarà un obbligo per tutti. È ovvio che avrà degli impatti molto importanti su un tipo di mercato sul quale siamo già molto presenti. A tal proposito, l’offerta di Siav per la Fatturazione Elettronica si declina attraverso software in house e servizi in outsourcing.

Il nuovo regolamento sulla privacy (Regolamento Europeo 679/2016, più noto come GDPR), in vigore dal 25 maggio scorso, che ha introdotto importanti novità sul trattamento dei dati personali, con sanzioni anche molto significative per gli inadempienti.
La compliance rispetto al GDPR passa attraverso diversi aspetti; innanzitutto, da una revisione organizzativa dei processi finalizzata alla individuazione dei dati personali e sensibili raccolti; un altro elemento da tenere in considerazione per la conformità al nuovo regolamento sarà la necessità di una revisione delle modalità di trattamento del dato.

Un aspetto determinante ai fini della compliance riguarda inoltre i sistemi informativi, che devono garantire l’applicabilità di specifiche indicazioni del regolamento attraverso apposite funzionalità. In questo senso i sistemi di gestione dei contenuti e dei documenti sono tra i più impattati: la gran parte dei dati personali e sensibili gestiti da una pubblica amministrazione è infatti nei documenti che tratta.

Anche in questo caso Siav ha affrontato il tema tenendo in considerazioni entrambe le direttive, attraverso la predisposizione di un’offerta di consulenza normativo-organizzativa ed attraverso la predisposizione di un apposito modulo di Archiflow, software per la gestione documentale di Siav, appositamente pensati per la compliance al nuovo regolamento.

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