Gaia-X: è in queste cinque lettere che si racchiude il futuro del cloud nell’Unione europea. Il nome rappresenta infatti l’organizzazione internazionale senza scopo di lucro, con sede a Bruxelles, nata con l’intento di sviluppare un innovativo ecosistema unificato di servizi cloud sul territorio dell’Unione, orientato a garantire la gestione dei dati nel pieno rispetto delle norme europee.  

Il progetto, guidato da Francia e Germania, mira a dar vita alla prossima generazione di un’infrastruttura di dati per l’Europa, promuovendo la sovranità digitale degli utenti europei dei servizi cloud. Secondo la dichiarazione congiunta dei Ministri Ue di Tlc e Digitale, l’idea è in particolare quella di realizzare “una rete che fornisca lo standard per le modalità di archiviazione, utilizzo e condivisione dei dati all’interno dell’Unione europea”, fondata sui valori fondanti di trasparenza, apertura, protezione dei dati e sicurezza.  

Ma davvero l’Unione ha bisogno di tutto questo? Secondo i promotori del progetto, assolutamente sì. Risultato sarà infatti un ambiente digitale aperto, trasparente e sicuro, dove dati e servizi possono essere resi disponibili, raccolti e condivisi in un ambiente di fiducia. Più in termini concreti, la novità offrirà alle aziende europee una seria e affidabile alternativa ai fornitori di cloud computing da Stati Uniti e Cina.  

Un ecosistema aperto a tutte le parti 

Gaia-X è un progetto avviato dall’Europa, ma prevede il coinvolgimento di numerosi attori: rappresentanti del mondo degli affari, della politica e della scienza, uniti dal comune intento di dar vita ad un ecosistema aperto a tutte le parti interessate del settore, comprese le organizzazioni non europee, che acconsentano a rispettare una serie di policy che riflettono i valori europei. 

Ad oggi (ma i dati sono in evoluzione) sono coinvolte più di 300 organizzazioni provenienti da diversi Paesi, in grado di contribuire con competenze tecniche, best practices e nuovi casi d’uso e assicurando una partecipazione attiva all’interno del gruppo di lavoro. 

Tra le aziende italiane, al terzo posto per rappresentanza dopo Francia e Germania, emergono nomi appartenenti a numerosi settori, dai trasporti all’informatica, dalla finanza alle telecomunicazioni. 

Apertura, trasparenza e fiducia: le basi di Gaia-X 

L’architettura di Gaia-X si basa sul principio del decentramento. Si tratta infatti del risultato di una moltitudine di singole piattaforme che seguono tutte uno standard comune: lo standard, appunto, denominato “Gaia-X”. Ne emerge un’infrastruttura di dati basata sui valori di apertura, trasparenza e fiducia: non un sistema cloud, bensì un ambiente in rete che collega tra loro molti fornitori di servizi cloud. 

Secondo quanto stabilito dai Paesi europei in vista della creazione della European Cloud Federation, il progetto dovrà necessariamente operare nel rispetto di tre principi: 

  • portabilità, grazie alla quale i dati e i servizi possono essere facilmente scambiati all’interno dell’infrastruttura dei dati; 
  • interoperabilità, che consente la trasmissione di dati e servizi in modo completo e senza errori; 
  • interconnettività, grazie alla quale i dati provenienti da diverse origini possono essere raggruppati in sicurezza all’interno dell’infrastruttura europea. 

La struttura organizzativa di Gaia-X  

I protagonisti di Gaia-X lavorano insieme su un ampio spettro di competenze per co-creare il futuro dell’infrastruttura digitale per l’Europa, attraverso spazi dati dedicati al servizio delle industrie più critiche.  

La struttura organizzativa di Gaia-X è costruita su tre pilastri:  

  1. l’Associazione Gaia-X; 
  2. i Gaia-X Hub nazionali; 
  3. la Comunità Gaia-X. 

All’interno di questi vi sono vari gruppi di lavoro e comitati. Lo scambio all’interno, tra e al di là di questi pilastri verso altri stakeholder (es. Commissione UE, iniziative internazionali) è sempre assicurato. 

Gli Hub Gaia-X 

I Gaia-X Hub sono i punti di contatto centrali per aziende, stakeholder, iniziative, associazioni ed enti pubblici in ogni Paese che contribuisce al progetto Gaia-X. L’obiettivo è creare un Gaia-X Hub nazionale in ciascun Paese partecipante che funga da voce degli ecosistemi degli utenti e fornisca un punto di contatto centrale alle parti interessate a livello nazionale. 

Questa comunità internazionale di Hub mira a coltivare un ecosistema dinamico e di base che aiuterà a identificare i requisiti degli utenti rilevanti e a concettualizzare i casi d’uso e a raggruppare iniziative nazionali. Tutti i Gaia-X Hub sono in stretto scambio tra loro per garantire l’allineamento internazionale per quanto riguarda le loro attività, la definizione dei requisiti e l’identificazione degli ostacoli normativi. L’adesione a tutti i Gaia-X Hub nazionali è gratuita per aziende e organizzazioni. 

Gaia-X Italia: terza realtà europea 

A livello italiano, il cloud rappresenta un capitolo fondamentale nella strategia italiana legata al Pnrr. Gaia-X Hub Italia, iniziativa condivisa con i ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Innovazione e Transizione Digitale e dell’Università e della Ricerca, annovera tra i propri soci fondatori Confindustria, Fondazione Bruno Kessler (Fbk) e Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).  

L’hub, costituito a inizio dicembre 2021 e operativo dalla primavera 2022, rappresenterà “il punto di riferimento per le imprese e le organizzazioni italiane interessate allo sviluppo di progetti fondati sulla valorizzazione dei dati, seguendo principi come l’interoperabilità, la privacy e il controllo dei dati di proprietà”, ha spiegato Confindustria. Il progetto porterà in particolare alla creazione di “una serie di “data space” divisi per settore, industrie o filiere, in cui le imprese e altre entità pubbliche o private potranno condividere tra loro in autonomia dati, informazioni e servizi”. 

Anche Siav in prima linea nel progetto Gaia-X 

Siav è tra le 28 aziende italiane che sono entrate ufficialmente a far parte di Gaia-X, partecipando al summit transnazionale di inaugurazione in qualità di Day-1 member, assieme a oltre 150 organizzazioni.  

“L’aspetto più positivo dell’agenda digitale italiana? È il nuovo ruolo che, anche nel Pnrr, si vuole conferire proprio al cloud – afferma Nicola Voltan, Ceo di Siav -. Finalmente il tema sta venendo interpretato nella maniera corretta: prima si parlava soltanto di infrastrutture, mentre invece ora si mettono sotto i riflettori anche gli aspetti tecnologici. Si è capito che prima di ogni altra cosa occorre sviluppare la capacità di trasportare i dati in maniera facile, veloce, sicura. E poi si comincia ad affrontare la questione dei servizi, che è centrale e che poi è l’approccio che va per la maggiore in Europa. Il progetto Gaia X, in questo senso, non si limita a prefigurare la creazione di grandi data center, ma punta a stabilire regole chiare e modalità condivise per rendere i dati sovrani, facilmente trasportabili e sicuri. Non solo dal punto di vista informatico, ma anche sotto il profilo della proprietà intellettuale”.