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Il 7 gennaio 2015 la Direzione Centrale Normativa dell’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un parere in risposta ad una richiesta presentata da ANORC (l’Associazione Nazione degli Operatori e Responsabili della Conservazione), relativa all’obbligo di invio dell’impronta dell’archivio dei documenti rilevati ai fini fiscali (come previsto dal D.M. 23 gennaio 2004, art.5).

La richiesta di ANORC parte dall’osservazione che l’invio dell’impronta dell’archivio informatico dei documenti fiscali era finalizzato a fornire una data certa per i documenti e le firme digitale, in modo da ovviare al problema della scadenza dei certificati di firma.

Secondo l’interpretazione di ANORC tutto ciò è stato tuttavia reso sostanzialmente inutile grazie al prolungamento da 3 a 20 anni della validità delle marche temporali (D.P.C.M. 30 marzo 2009).

ANORC ha quindi chiesto all’Agenzia delle Entrate se alla luce di tali considerazioni si potesse considerare abrogato l’obbligo di presentazione delle impronte anche per i documenti conservati prima dell’entrata in vigore del D.M. 17 giugno 2014.

Il parere rilasciato dall’Agenzia delle Entrate il 7 gennaio conferma quanto suggerito da ANORC, e cioè che viene meno l’obbligo di inviare l’impronta all’Agenzia delle Entrate non solo per i documenti posti in conservazione dopo il 27 giugno 2014, ma anche per quelli conservati in precedenza.

Questo il testo riportato nel parere, firmato dal Direttore Centrale Aggiunto Giovanni Spalletta:

[…] il predetto obbligo di trasmissione per i documenti conservati prima dell’entrata in vigore del D.M. 17 giugno 2014 non è più necessario rispetto all’originaria finalità di estendere la validità dei documenti informatici […]

Si tratta quindi di una presa di posizione ufficiale e di assoluta autorevolezza, emanata dalla stessa Agenzia delle Entrate, che fornisce una chiara risposta alla richiesta formulata da ANORC.

Il parere è stato ufficializzato il 19 gennaio con la pubblicazione della RISOLUZIONE N.4/E

A partire dal 2 febbraio 2015 entrerà in vigore la versione 1.1 della Fattura PA, che include alcuni cambiamenti rispetto a quella attuale, in particolare con l’incremento della dimensione del campo “Codice Pagamento” e con l’introduzione di nuove modalità di pagamento nel campo “Modalità Pagamento”.

Sul sito istituzionale di Fattura PA è possibile consultare la documentazione dettagliata che descrive il tracciato della versione 1.1, nonché l’elenco delle novità introdotte rispetto alla 1.0: http://www.fatturapa.gov.it/export/fatturazione/it/normativa/f-2.htm.
Va sottolineato che dal 2 febbraio 2015 il Sistema di Interscambio (SdI) non accetterà più le fatture emesse nel formato 1.0, pertanto l’adeguamento alla versione 1.1 è da considerarsi obbligatorio.
SdI ha inoltre comunicato che sospenderà il servizio nei giorni di sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio per garantire la corretta transizione dei sistemi dal vecchio al nuovo formato.

Se usi il nostro servizio di invio delle Fatture PA, leggi le note che seguono:

Hai delegato la firma delle fatture a Siav?
In questo caso ti possiamo garantire la corretta lavorazione dei documenti solo se li riceveremo entro le ore 12 del 30 gennaio. Eventuali invii successivi non potranno essere elaborati in tempo utile dai nostri sistemi, sarà quindi necessario posticiparli a lunedì 2 febbraio utilizzando il nuovo formato.

Non hai delegato la firma delle fatture a Siav?
Se invece è la tua Organizzazione a firmare digitalmente le fatture, potremo completare la lavorazione solo se avrai inviato i documenti entro le 10 e apposto la firma entro le ore 12.
Eventuali invii successivi non potranno essere elaborati in tempo utile dai nostri sistemi, sarà quindi necessario posticiparli a lunedì 2 febbraio utilizzando il nuovo formato.

. Nel corso della trasmissione “Incontri”, Gianfranco Fabi intervista Alfieri Voltan sui temi della digitalizzazione come democrazia della cultura.

Per il sesto anno consecutivo Siav è l’unica azienda italiana presente nella fondamentale ricerca di Gartner, insieme a 22 aziende internazionali.

Siav ha ottenuto la Gold Competency “Application Development” di Microsoft, una certificazione che solo l’1% dei partner Microsoft in tutto il mondo può vantare.

E’ stato da poco pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’atteso Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 17 giugno 2014. Questo importante decreto – a cui si affianca inoltre la recente circolare 18/E del 24 giugno dell’Agenzia delle Entrate sui requisiti, l’invio e la conservazione delle fatture elettronica – è una chiara dimostrazione della forte spinta da parte del legislatore per incentivare le imprese alla fatturazione elettronica, rendendo la conservazione elettronica delle fatture e dei documenti fiscalmente rilevanti estremamente più semplice.


Abolito il termine dei 15 giorni
La principale riforma rispetto alla normativa precedente è sicuramente la tanto attesa abrogazione del termine di 15 giorni per la conservazione delle fatture. Nel nuovo decreto non è più prevista la conservazione con cadenza quindicinale delle fatture elettroniche, ma per tutti i documenti informatici il termine è di fatto allineato a quello ordinario dei tre mesi dalla scadenza della presentazione delle dichiarazioni fiscali annuali. Ora il processo di conservazione delle fatture elettroniche sarà allineato a quello di libri e registri contabili, sottostando alle ordinarie norme che definiscono la loro corretta tenuta. Il documento o il lotto è considerato archiviato dal momento in cui è stata apposta un riferimento temporale “opponibile ai terzi” (Art. 3).


Semplificata la comunicazione con l’Agenzia delle Entrate
Un’altra importante novità riguarda la semplificazione delle modalità di comunicazione con l’Agenzia delle Entrate, alla quale non sarà più obbligatorio inviare l’impronta dell’archivio (Art. 5). Questo adempimento non è quindi più necessario, si prevede esclusivamente che il contribuente indichi nella dichiarazione dei redditi che si avvale della conservazione in modalità elettronica dei documenti rilevanti a fini tributari.


Assolvimento più semplice dell’imposta di bollo
L’imposta di bollo sui documenti informatici fiscalmente rilevanti (in relazione alle fatture, ai registri e agli altri atti emessi o utilizzati nell’anno) dovrà essere corrisposta con il modello F24, esclusivamente con modalità telematica, e il pagamento dell’imposta di bollo avverrà in un’unica soluzione, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Non sono quindi più previste comunicazioni preventive e consuntive sinora richieste. “L’imposta sui libri e sui registri […] tenuti in modalità informatica, è dovuta ogni 2500 registrazioni o frazioni di esse”(Art. 6, comma 3).


Conservazione dei documenti analogici
Come stabilisce l’Art. 4, il procedimento di generazione delle copie informatiche e delle copie per immagine su supporto informatico di documenti e scritture analogici deve terminare con l’apposizione della firma elettronica qualificata, della firma digitale ovvero della firma elettronica basata sui certificati rilasciati dalla Agenzie fiscali, affinché la riproduzione sia considerata regolare e acquisisca “ufficialità”. Inoltre la conformità delle suddette copie all’originale ai fini fiscali su documenti analogici unici, va attestata da un notaio o da un altro pubblico ufficiale autorizzato.

Consulta il testo del Decreto direttamente dalla Gazzetta Ufficiale

La Circolare 18/E, uscita il 24 giugno, contiene importanti indicazioni e istruzioni sulle operazioni di fatturazione elettronica tra imprese (B2B).