Conferme e alcune novità per fatture e corrispettivi elettronici dopo la conversione con Legge n. 157/2019 del D.L. n. 124/2019 (decreto fiscale 2020), in Gazzetta ufficiale il 24 dicembre 2019. Gli articoli che riteniamo di maggiore interesse per gli argomenti fatture e corrispettivi sono i seguenti:

Art. 14 – Utilizzo dei file delle fatture elettroniche

Art. 15 – Fatturazione elettronica e sistema tessera sanitaria

Art. 16 – Semplificazioni fiscali

Art. 17 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche

Art. 19 – Esenzione fiscale dei premi della lotteria nazionale degli scontrini ed istituzione di premi speciali per il cashless

Art. 20 Lotteria degli scontrini

Analizziamo di seguito gli argomenti collegati con gli articoli elencati.

Fatture a disposizione dell’Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza per otto anni

In concomitanza con l’approvazione del D.L n. 124 alla Camera, abbiamo chiarito in questo blog che, indipendentemente dall’adesione dei contribuenti al servizio di consultazione dell’Agenzia delle entrate, i file delle fatture resteranno a disposizione della Guardia di finanza e dell’Agenzia fino all’ottavo anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione di riferimento o comunque fino alla conclusione di eventuali controversie. Ciò vuol dire che:

  • in caso di adesione al servizio, il contribuente potrà consultare nella propria area riservata l’intero file della fattura sino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di ricezione [del file] da parte del SdI;
  • in caso di mancata adesione, il contribuente potrà consultare unicamente i dati fattura fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento.

In entrambi i casi, come sopra indicato, a seguito della modifica al D.Lgs. n. 127/2015 disposta dal D.L. n. 124/2019, i file delle fatture resteranno a disposizione della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle entrate per finalità di controllo e analisi del rischio (Agenzia delle entrate e Guardia di finanza), per finalità di polizia economica e finanziaria (Guardia di finanza).

In considerazione di quanto sopra esposto e di altri elementi di riflessione su cui ci eravamo soffermati nell’aggiornamento sopra richiamato di questo blog, torniamo a suggerire di aderire al servizio di consultazione dell’Agenzia delle entrate anche per evitare un ulteriore disallineamento tra i dati a disposizione del contribuente e i dati a disposizione dell’Amministrazione finanziaria.

 Effetti per gli operatori sanitari

L’articolo 15 del D.L. n. 124/2019, modificando il D.L. n. 119/2018, estende all’intero periodo di imposta 2020 il divieto di emissione di fatture elettroniche per tutti gli operatori sanitari. In questo blog avevamo ripercorso tutte le tappe che avevano portato progressivamente dall’esonero al divieto di emissione di fatture elettroniche per operatori sanitari, anche per coloro che non sono tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria (Sistema TS).

Il citato articolo 15, inoltre, modificando il D.Lgs. n. 127/2015 ha stabilito che, a decorrere dal 1° luglio 2020, i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, adempiono a tale obbligo esclusivamente attraverso l’invio dei corrispettivi giornalieri al Sistema TS, utilizzando strumenti tecnologici che garantiscono l’inalterabilità e la sicurezza dei dati: i registratori telematici. L’obiettivo della norma è razionalizzare l’invio da parte dei soggetti obbligati e l’analisi da parte dell’Agenzia delle entrate dei flussi informativi relativi ai dati che alimentano la dichiarazione precompilata.

Liquidazioni IVA precompilate

Come già previsto dal D.L. n. 119/2018, il decreto fiscale 2020 stabilisce che, a partire dalle operazioni IVA decorrenti dal 1° luglio 2020, l’Agenzia delle entrate, in via sperimentale, sulla base dei dati desunti dalle fatture elettroniche, dalle comunicazioni relative alle operazioni transfrontaliere, dai corrispettivi elettronici, mette a disposizione dei soggetti passivi IVA residenti e stabiliti nel territorio italiano le bozze dei registri IVA (vendite e acquisti) e le comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA. Dal 2021 l’Agenzia delle entrate predisporrà anche la bozza della dichiarazione annuale IVA.

Più tempo per l’invio dei dati relativi alle operazioni transfrontaliere

Con la conversione in Legge del decreto fiscale 2020, cambia la periodicità delle comunicazioni dei dati relativi alle operazioni transfrontaliere che da mensile diventa trimestrale, per citare il decreto: entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento. Questa novità comporta la scadenza al 31 gennaio 2020 per le operazioni relative al periodo novembre-dicembre 2019: non essendo stata stabilita una decorrenza specifica, infatti, la Legge n.157/2019 ha effetto sugli obblighi non ancora scaduti alla data di entrata in vigore della Legge medesima, 25 dicembre 2019.

Imposta di bollo sulle fatture elettroniche

In questo blog avevamo già dato conto delle nuove modalità per l’assolvimento dell’imposta di bollo conseguenti all’introduzione dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica.

Oltre a tali modalità, si ricorda che il D.L. n. 34/2019 (cosiddetto decreto crescita) in sede di conversione con Legge n. 58/2019 aveva stabilito che, in caso di assenza della esplicita indicazione dell’assolvimento dell’imposta in fattura, l’Agenzia delle entrate integra le fatture con procedure automatizzate e che, in caso di dati insufficienti, restano valide le disposizioni ordinarie di assolvimento dell’imposta e di recupero del tributo ai sensi del D.P.R. n. 642/1972.

Il decreto fiscale 2020, intervenendo sull’art. 12-novies dal D.L. n. 34/2019, stabilisce, inoltre, che in caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento dell’imposta, scatta una procedura definita dal decreto stesso: l’Agenzia comunica al contribuente, con modalità telematiche, l’ammontare dell’imposta, la sanzione amministrativa ridotta ad un terzo rispetto alla misura previgente e gli interessi, quantificati fino all’ultimo giorno del mese antecedente a quello della elaborazione della comunicazione. In caso di mancato o insufficiente pagamento entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, gli importi non versati saranno iscritti a ruolo. Tali disposizioni si applicano per le fatture trasmesse dal 1° gennaio 2020.

Con la conversione in Legge, il decreto fiscale 2020 ha inoltre previsto che, nel caso in cui gli importi dovuti non superino il limite annuo di 1.000 euro, l’obbligo di versamento dell’imposta sulle fatture elettroniche può essere assolto con due versamenti semestrali, entro il 16 giugno e il 16 dicembre di ciascun anno.

Lotteria nazionale degli scontrini

Proseguono le iniziative volte ad incentivare l’utilizzo dei mezzi di pagamento tracciabili anche attraverso la lotteria nazionale degli scontrini. Come indicato in un precedente articolo, già la Legge n. 58/2019 di conversione del D.L. n. 34/2019 aveva disposto, modificando il comma  542 della Legge di bilancio 2017, un innalzamento delle probabilità di vincita dei premi in palio dal 20 al 100% a fronte di transazioni effettuate con carta di debito e di credito. Il decreto fiscale 2020, intervenendo nuovamente sul comma 542 della Legge di bilancio 2017, stabilisce premi speciali da attribuire, mediante estrazioni aggiuntive a quelle ordinarie, per i soggetti che effettueranno pagamenti attraverso strumenti tracciabili. Premi previsti anche per gli esercenti che memorizzano e trasmettono i dati dei corrispettivi secondo quanto previsto dalla normativa vigente. I premi saranno esentasse. La regolamentazione avverrà con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli d’intesa con l’Agenzia delle entrate.

Inoltre, in sede di conversione in Legge, il D.L. fiscale 2020, rinvia al 1° luglio 2020 la decorrenza per la lotteria e sostituisce il codice fiscale con il codice lotteria, da definirsi mediante provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli d’intesa con l’Agenzia delle entrate, elimina le sanzioni per gli esercenti che si rifiutassero di acquisire tale codice sostituendole con la possibilità per il contribuente di segnalare la circostanza nella sezione dedicata del portale “Lotteria” dell’Agenzia delle entrate: tali segnalazioni saranno a disposizione dell’Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza nelle attività di analisi del rischio di evasione. Nella prima versione del decreto, era prevista una sanzione dai 100 ai 500 euro per i commercianti che si fossero rifiutati di comunicare i dati del cliente all’Agenzia.

L’Agenzia delle entrate con Prv. n. 739122/2019 ha stabilito le regole tecniche affinché i registratori telematici e la procedura web messa a disposizione siano in grado di trasmettere i dati memorizzati delle singole operazioni commerciali necessari alla partecipazione alla lotteria da parte del cliente che ne facesse esplicita richiesta.

Monitoreremo, su questo blog, gli eventuali aggiornamenti relativi agli argomenti in esame.

Accreditamento NSO e non solo. Nei giorni scorsi, la Ragioneria generale dello Stato ha introdotto alcune importanti novità per il Nodo smistamento ordini (NSO):

  • Come già anticipato in un precedente articolo pubblicato su questo blog, l’obbligo non è scattato il 1° ottobre, ma è stato rinviato di alcuni mesi; presumibilmente scatterà dal 1° febbraio 2020, con scadenze differenziate sulla base del tipo di ordinazione. Si attende l’ufficialità della nuova data di decorrenza mediate D.M. di modifica dell’attuale articolo 3 del M. 7 dicembre 2018;
  • Sono state rilasciate le nuove Regole tecniche NSO – Versione 4.1.1, mantenendo la piena compatibilità con la versione 3.0 delle stesse;
  • Sono state rilasciate le Istruzioni per l’Accreditamento dei Canali web services e SFTP, con l’introduzione dell’obbligo di un accreditamento integrativo e della richiesta di codici destinatario specifici per gli ordini elettronici.

Si ricorda che non devono effettuare alcun accreditamento i soggetti che intendono trasmettere e ricevere gli ordini utilizzando la posta elettronica certificata (Canale PEC).

In questo articolo verranno presentate le novità della procedura di accreditamento, per la parte relativa al Canale web services.

Il Canale web services, consentendo di creare una connessione sempre attiva tra i server di un operatore e il Sistema di Interscambio (SdI), è rivolto soprattutto ai soggetti economici che devono trasmettere o ricevere un numero molto rilevante di documenti.

Accreditamento NSO integrativo per gli ordini

Poiché NSO si avvale dell’infrastruttura di accreditamento di SdI, per l’invio e la ricezione degli ordini verso e da NSO è possibile:

  • Utilizzare gli stessi Canali già accreditati per le fatture elettroniche;
  • Accreditare nuovi Canali, seguendo la procedura pubblicata nella sezione Gestire il Canale del sito di SdI.

Ottenuto l’accreditamento NSO, è possibile richiedere l’abilitazione del canale anche per gli ordini elettronici, accedendo all’area “Integrazione Accreditamento per Ordini”, all’interno della sezione Gestire il Canale (Figura 1).

Accreditamento-NSO-figura-1

Figura 1

La procedura è descritta dettagliatamente nel documento sopracitato (Istruzioni per l’Accreditamento dei Canali web services e SFTP); si consiglia anche di fare riferimento al Capitolo 5 delle Regole tecniche NSO – Versione 4.1.1.

Al termine della procedura, l’utente dichiara di voler operare per la trasmissione/ricezione degli ordini: tale dichiarazione è da considerarsi ad integrazione dell’Accordo di servizio già stipulato in fase di accreditamento NSO per la trasmissione/ricezione delle fatture (Figura 2).

Figura 2

E’ possibile indicare anche se si opera in qualità di Intermediario Peppol: in questo caso, il titolare dell’accreditamento accetta che NSO possa trasmettergli documenti indirizzati a qualsiasi soggetto appartenente alla rete Peppol.

Accreditamento per i Soggetti privati: Richiesta codici destinatari ordini

Per la ricezione degli ordini elettronici si dovranno utilizzare dei codici destinatari diversi da quello in uso per le fatture elettroniche.

Dopo aver ottenuto l’abilitazione del canale per la ricezione degli ordini (Canali web services e SFTP), si dovrà accedere alla pagina “Richiesta codici destinatari B2B ordini” della sezione Gestire il Canale.

E’ possibile richiedere fino a 100 Codici destinatari associati al proprio Canale di ricezione attivato (web services e SFTP): i codici per gli ordini sono alfanumerici con una lunghezza di 8 caratteri, mentre quelli per le fatture hanno una lunghezza di 7 caratteri.

Questi codici dovranno essere comunicati a tutti i propri clienti per la corretta ricezione degli ordini tramite NSO. Diversamente dalle fatture elettroniche, infatti, per gli ordini elettronici non è previsto un servizio di registrazione dell’indirizzo telematico di ricezione

Amministrazioni Pubbliche – Accreditamento NSO degli Uffici ordinanti

Le Amministrazioni Pubbliche che intendono accreditare uno o più Uffici ordinanti devono abilitare le loro unità organizzative al servizio “Ordini”, seguendo le istruzioni pubblicate nella “Guida IndicePA Area riservata” presente nella sezione Documenti dell’IPA e nel paragrafo 5.5 delle Regole tecniche – Versione 4.1.1

 

Con nuovo provvedimento l’Agenzia ha ulteriormente posticipato, portandoli al 29 febbraio 2020, i termini per l’adesione al servizio di consultazione, inizialmente previsto per il 31 ottobre e già prorogato al 20 dicembre. Lo slittamento si è reso necessario per recepire le disposizioni del decreto fiscale (art.14 dl 124/2019).

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/cs-17-dicembre-2019

Cosa accadrà dopo il termine per l’adesione alle fatture elettroniche transitate attraverso il SdI?

Come già illustrato su questo blog, se un’azienda non ha aderito al servizio di consultazione dell’AdE non troverà più nel proprio cassetto fiscale le fatture che risultino emesse o ricevute.

Cos’è il servizio di consultazione delle fatture elettroniche?

Si tratta della possibilità di (continuare a) consultare le proprie fatture elettroniche nell’Area Riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di ricezione da parte del SdI.

Non è, dunque, il servizio di conservazione digitale.

Perché è necessario aderire esplicitamente?

La necessità di autorizzazione esplicita è legata ai rilievi formulati dal Garante per la Privacy che ha valutato il trattamento di dati effettuato attraverso il SdI sproporzionato rispetto alle due finalità: monitoraggio dell’evasione e trasmissione della fattura. Memorizzare i dati dell’intera fattura, che possono fornire informazioni su abitudini di consumo dei cittadini italiani, non è strettamente necessario, quindi occorre una esplicita autorizzazione. 

Secondo le specifiche tecniche dell’Ade (https://bit.ly/2q1V44m) se non si aderisce al servizio di consultazione, svolta la funzione di “postino”, il SdI non memorizzerà più l’intero file XML nel cassetto fiscale, ma solo alcune informazioni fiscalmente rilevanti, quelle descritte nell’Allegato B delle citate specifiche tecniche.

È possibile aderire al servizio anche dopo il 31 ottobre 2019, ma in tal caso saranno visibili al contribuente solo le fatture emesse/ricevute dal giorno successivo a quello di adesione.

Aderire o non aderire?

In tabella abbiamo sintetizzato alcune considerazioni che ci portano a suggerire di aderire.

Nello specifico, si tenga presente che:

• i controlli incrociati saranno sempre effettuati anche se l’AdE dovesse eliminare il file completo

• la base dati sulla quale potranno essere effettuare le verifiche di cui al DM del 4 agosto 2016 è comunque ampia (sostanzialmente manca soltanto la descrizione del bene/servizio oggetto di fatturazione) e rimane a disposizione per oltre 8 anni

• il cassetto fiscale non è uno strumento gestionale delle fatture elettroniche ma fornisce comunque la possibilità di recuperarle all’occorrenza.

Non si sottovaluti, inoltre, la posizione dell’Amministrazione che nelle FAQ (https://bit.ly/2Jx7VCC) dichiara che l’adesione al servizio di consultazione consente di “rendere i rapporti con l’Amministrazione finanziaria più trasparenti e collaborativi”.

A queste considerazioni, aggiungiamo una ulteriore riflessione legata al “decreto fiscale 2020”. Se l’articolo 14 del DL n.124 pubblicato il 26 ottobre scorso verrà convertito senza modificazioni, non rimarranno più dubbi: i file delle fatture elettroniche acquisiti dal SdI verranno comunque memorizzati fino all’ottavo anno successivo e saranno disponibili per i controlli della Guarda di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate, a prescindere dall’adesione da parte del contribuente al servizio di consultazione.

In buona sostanza, non aderire comporterebbe la perdita di uno strumento di consultazione delle fatture e un disallineamento tra le fatture a disposizione del contribuente e le informazioni in possesso dell’Amministrazione finanziaria.

Quali sono i tempi tecnici per trasmettere una fattura elettronica al SdI senza incorrere nelle sanzioni di cui all’art.6 del D.Lgs. 471/1997? Con la Risposta 389/2019 ad un’istanza in materia di datazione delle fatture riepilogative, l’Agenzia delle entrate fa luce sugli ultimi dubbi relativi al suddetto, delicatissimo, tema.

Ripercorriamo brevemente i punti focali della questione ed il relativo quadro normativo.

La norma primaria

Il “peccato originale” sulle tempistiche di fatturazione risiede proprio nella definizione di “emissione” contenuta nella norma primaria in materia di IVA, il D.P.R. 633/1972: da articolo 21 l’emissione della fattura coincide con la trasmissione del documento, a prescindere dal contesto cartaceo o elettronico, ed è obbligatorio riportare in fattura la data di emissione.

Applicando pedissequamente il dettato normativo, dunque, la data di trasmissione (alias emissione) dovrebbe essere la data riportata nel documento. Il vincolo rileva sia per la fattura immediata (emissione entro le ore 24 della giornata di effettuazione dell’operazione) che per la differita (emissione entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, se comprovata da idoneo documento fiscale).

Tale “storica” disposizione, però, è sempre stata difficilmente conciliabile con le prassi gestionali in uso presso le aziende; in particolare, per la fatturazione differita, nei primi giorni del mese si riepilogano le operazioni relative al mese precedente, con datazione fattura a fine mese di competenza. Così facendo, l’IVA viene versata correttamente con riferimento al periodo di effettuazione e non vi è danno per l’erario.

Se nel contesto analogico non vi era evidenza ufficiale della discrepanza tra data fattura e data emissione/trasmissione e, quindi, la suddetta prassi era diffusa, la fatturazione elettronica attraverso il SdI ha comportato, invece, una manifesta tracciatura e la necessità di affrontare il disallineamento rispetto al D.P.R. IVA.  

Sul tema, l’Agenzia aveva espresso le sue prime considerazioni già nel luglio del 2018 con la Circolare 13/E. Nella Circolare, preso atto dei tempi tecnici del processo di emissione di una fattura XML (creazione file, eventuale firma, invio a SdI, gestione eventuale scarto etc..), l’AdE aveva dichiarato ammissibile un “minimo ritardo” nella trasmissione, durante una fase “prima applicazione delle nuove disposizioni”, di durata imprecisata.

Successivamente, ad ottobre 2018, col Decreto Legge n.119/2018, il legislatore, oltre a quantificare in nove mesi la moratoria delle sanzioni conseguenti ad  emissione tardiva, è intervenuto all’origine modificando l’art.21 del D.P.R. IVA: dieci giorni (poi divenuti dodici) per emettere le fatture immediate, con obbligo di esplicitare in fattura anche la data di operazione per avvalersi di tale facoltà.

La modifica, che agisce sia sulla fattura cartacea che su quella elettronica, ha lasciato però immutata la coincidenza tra emissione-trasmissione, quindi la criticità operativa di dover inviare il documento il giorno stesso della compilazione, con un nuovo aspetto da gestire: dove inserire il nuovo campo “Data operazione” in fattura? È necessaria una modifica al tracciato XML? Si lascia discrezionalità agli operatori?

Gli ultimi aggiornamenti del quadro normativo

Fino al 30 settembre 2019 la moratoria sopra citata, richiamata dalla rassicurante FAQ 31 dell’Agenzia delle Entrate (https://bit.ly/2o1atAP), ha consentito alle imprese di adattarsi progressivamente al nuovo processo di fatturazione elettronica, senza ulteriori aggravi legati a tempistiche, di fatto istantanee, di trasmissione.

Per quanto concerne il comportamento che i soggetti passivi di imposta devono adottare dal 1 ottobre 2019, possiamo fare riferimento a due recenti interventi dell’Ade.

Il primo è la Circolare 14/e di fine giugno u.s. che fornisce indicazioni pragmatiche sulla fattura immediata: è lapalissiano che la data di trasmissione, dunque emissione, è certificata dal SdI, pertanto in fattura elettronica è sufficiente la data operazione e e i 12 giorni previsti dal modificato art. 21 del D.P.R.  sull’IVA sono per la trasmissione e non vi è necessità di riportare doppie date nel file XML.

Per quanto concerne le fatture differite, invece, la Circolare 14/2019 non si è espressa con la stessa concretezza mostrata per la fattura immediata; la Circolare dà indicazione di riportare in fattura riepilogativa la data dell’ultima operazione e non l’ultimo giorno del mese. Come caso esemplificativo l’Agenzia dichiara, infatti, che a fronte di tre DDT datati 2, 10 e 28 settembre 2019, la fattura andrebbe datata 28 settembre 2019, con facoltà di trasmissione entro il 15 ottobre 2019. Non è contemplata la possibilità di indicare la data convenzionale del 30 settembre 2019.

Tale comportamento è inapplicabile per i sistemi gestionali più diffusi, in quanto a rischio di mancata sequenzialità tra la numerazione e la data delle fatture.

L’Agenzia, successivamente, in sede incontri con le associazioni di categoria ha rivisto la posizione relativa alle fatture differite, ammettendo la possibilità di indicare anche la data di fine mese, considerando che non vi sono impatti sulla liquidazione iva, che rimane di competenza del mese di effettuazione dell’operazione.

Si attendevano, dunque, indicazioni ufficiali che sono arrivate pochi giorni fa, con la Risposta 389 del 24 settembre u.s.

Nella Risposta l’Agenzia richiama l’esempio della Circolare 14, precisando che l’indicazione della data dell’ultima operazione è solo una delle opzioni e che è comunque possibile indicare convenzionalmente la data di fine mese (30 settembre 2019), rappresentativa del momento di esigibilità dell’imposta, fermo restando che la fattura potrà essere inviata allo SdI entro il 15 ottobre 2019″.

In conclusione la posizione dell’Amministrazione finanziaria è in ottica di semplificazione ed agevolazione dell’operatività; a fronte delle garanzie di tracciabilità offerte dal processo di fatturazione elettronica, se l’imposta viene versata correttamente con riferimento al periodo di effettuazione il contribuente può organizzare i propri processi senza incorrere in sanzioni. Si riepilogano infine in tabella le ultime indicazioni dell’Ade.

Esempio tempistiche emissione fattura elettronica.

La recente Legge n. 58/2019 di conversione del D.L. n. 34/2019 ha introdotto alcune novità in vista dell’obbligo generalizzato di invio telematico dei dati dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate. Dopo aver dato conto dei principali aspetti, si fornisce, di seguito, un breve approfondimento sulla lotteria nazionale dei corrispettivi e sulle novità che la Legge ha introdotto anche in questo ambito.

Introdotta con Legge di bilancio 2017 (Legge n. 232/2016, art. 1, commi 540-544), la lotteria nazionale dei corrispettivi è riservata ai soli contribuenti maggiorenni, residenti nel territorio dello Stato, che effettuano acquisti di beni o servizi fuori dall’esercizio di attività di impresa, arte o professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi. L’introduzione della lotteria sul modello di esperienze analoghe in Europa, si pensi al Portogallo, rappresenta una misura di contrasto all’evasione fiscale che consente, a chi sceglie di aderire, di partecipare all’estrazione di premi in denaro. Affinché i cittadini aventi diritto possano partecipare (la partecipazione è una facoltà, non un obbligo), è necessario che comunichino, al momento dell’acquisto, il proprio codice fiscale all’esercente. Il D.L. n. 119/2018, modificando la Legge di bilancio 2017, ha demandato l’attuazione della lotteria a un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli d’intesa con l’Agenzia delle entrate, con particolare riferimento alla disciplina delle modalità tecniche relative alle operazioni di estrazione, all’entità e al numero dei premi messi a disposizione, nonché ad ogni altra disposizione necessaria per l’attuazione della lotteria medesima. Ha rinviato, inoltre, la decorrenza per l’attuazione al 1° gennaio 2020.

Di recente, la Legge n. 58/2019 con il comma 2 dell’articolo 12-quinquies, che ha modificato il comma 542 dell’articolo 1 della Legge n. 232/2016, ha disposto un innalzamento dalla probabilità di vincita dei premi, se le transazioni sono effettuate attraverso strumenti che consentano il pagamento con carta di debito e di credito. In particolare, la percentuale di aumento delle probabilità di vincita è elevata dal 20 al 100%.

Nell’ambito degli approfondimenti forniti in questi blog sull’obbligo di invio telematico dei dati dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate, si forniscono di seguito delle considerazioni sull’adozione di RT, server RT e misuratori fiscali adattati a server RT.

Si tratta di strumenti, regolamentati dalla normativa, costituiti da una componente hardware e software atti a registrare, memorizzare, elaborare, sigillare e inviare telematicamente i dati dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate. I RT devono essere previsti per ciascun punto cassa. Nel caso di esercizi commerciali dotati di più punti cassa (almeno 3), è possibile utilizzare un unico server RT, in luogo dei singoli RT. In tal caso, il server RT, locale o centralizzato in casa madre, fungerà da RT per tutti i punti cassa del punto vendita, inviando all’Agenzia delle entrate i dati dei corrispettivi di ciascun punto cassa, come file xml distinti. Nel caso di esercizi commerciali che hanno più punti vendita, è comunque necessario prevedere un server RT per ciascun punto vendita, non è possibile cioè utilizzare un unico server RT per più punti vendita.

Dunque: un RT per ciascun punto cassa, un server RT per ciascun punto vendita che funge da RT per tutti i punti cassa (almeno 3) del punto vendita, più server RT, uno per ciascun punto vendita, nel caso di esercizi commerciali strutturati in più punti vendita. La scelta di utilizzare il server RT rispetto ai RT richiede la certificazione annuale del bilancio di esercizio e un processo di controllo interno conforme alle prescrizioni richieste sia con riguardo ai processi amministrativi contabili sia con riguardo ai processi informatici coinvolti nella memorizzazione e trasmissione.

Anche i registratori di cassa possono essere utilizzati come RT purché siano adattati per consentire la memorizzazione e trasmissione dei dati dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate, come previsto dal Prv. dell’Agenzia delle entrate n. 182017/2016.

Tale Prv. stabilisce che tutti i modelli degli strumenti elencati (RT, server RT, registratori di cassa adattati) devono essere approvati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, su parere della Commissione per l’approvazione degli apparecchi misuratori fiscali di cui all’articolo 5 del D.M. 23 marzo 1983, organo competente a valutare la conformità degli stessi alle prescrizioni stabilite proprio dal Provvedimento 28 ottobre 2016 e dalle allegate specifiche tecniche.

L’elenco dei modelli, distinti tra RT, server RT e misuratori adattati, è disponibile nel sito dell’Agenzia delle entrate.

Come anticipato in questo blog, dal 1° luglio 2020 decorre l’obbligo generalizzato di invio telematico dei dati dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate, con anticipo al 1° luglio 2019 per i soggetti con volume di affari superiore ai 400.000 euro.

Dopo aver fornito una panoramica sull’argomento e dato conto della modifica al Provvedimento n. 182017 dell’Agenzia delle entrate del 28 ottobre 2016 con il Provvedimento n. 99297 del 18 aprile 2019, condividiamo un ulteriore approfondimento, concentrandoci sui seguenti aspetti:

  • ultime novità normative;
  • soggetti esclusi dall’obbligo;
  • documento commerciale e fattura elettronica.

Ultime novità normative

Con la conversione in Legge del D.L. n. 34/2019 (Legge n. 58/2019), l’articolo 12-quinquies, modificando il comma 6-ter dell’articolo 2 del D.Lgs. n. 127/2015, ha stabilito quanto segue:

  • la trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri avviene entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione;
  • rimangono fermi la memorizzazione giornaliera dei dati relativi ai corrispettivi nonché i termini di effettuazione delle liquidazioni periodiche IVA;
  • nel primo semestre di vigenza dell’obbligo (1° luglio 2019 – 31 dicembre 2019 per i soggetti con un volume di affari superiore ai 400.000 euro, 1° gennaio 2020 – 30 giugno 2020 per tutti gli altri) le sanzioni previste dal comma 6 dell’art. 2 del D.Lgs. n. 127/2015 non si applicano nel caso di trasmissione telematica dei dati entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Inoltre, con la novellazione del citato comma 6-ter, viene eliminata la norma che consente l’individuazione di specifiche aree in cui è possibile continuare a documentare i corrispettivi mediante ricevuta o scontrino. La concessione dei 12 giorni di tempo per la trasmissione dei dati andrebbe anche incontro alle difficoltà di invio in ragione del livello di connettività web. Dunque, gli unici esoneri concessi sono quelli di cui al D.M. 10 maggio 2019, come descritti nel prosieguo di questo articolo.

La Legge di conversione ha introdotto alcune novità anche in relazione alla lotteria nazionale dei corrispettivi a cui dedicheremo un successivo approfondimento in questo blog.

La Circolare n. 15/E dell’Agenzia delle entrate del 29 giugno 2019 ha, poi, specificato quanto disposto dalla conversione in Legge del D.L. n. 34/2019, chiarendo i seguenti punti:

  • la moratoria consente ai soggetti che non hanno ancora un RT di assolvere l’obbligo entro tempi più ampi, quelli stabiliti dalla Legge di conversione, cioè entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Tali soggetti, nel rispetto dei tempi stabiliti dalla normativa, per assolvere l’obbligo di memorizzazione giornaliera continueranno ad usare il registratore di cassa o a produrre ricevute fiscali. L’uso del registratore di cassa è consentito fino all’attivazione del RT, comunque non oltre le scadenze (il semestre) fissate dalla Legge di conversione;
  • la moratoria delle sanzioni ha effetto anche per coloro i quali hanno attivato un RT nei tempi previsti, ma effettuano la trasmissione telematica dei dati entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Con il comunicato stampa del 29 giugno, l’Agenzia ha anche annunciato l’attivazione della procedura web, come già indicato nella relazione illustrativa al D.L. n. 119/2018 e nel Prv. n. 99297 del 18 aprile 2019, per l’invio dei dati dei corrispettivi in alternativa all’utilizzo dei RT. La procedura, attiva nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi, consente ai soggetti interessati di produrre online un documento commerciale e, allo stesso tempo, di memorizzare e inviare all’Agenzia delle entrate i dati dei corrispettivi di ogni singola operazione effettuata.

Infine, come anticipato dalla Circolare n. 15/E, per agevolare i contribuenti nella fase transitoria, l’Agenzia delle entrate con il Provvedimento n. 236086 del 4 luglio 2019 e relative specifiche tecniche, ha individuato ulteriori modalità per la trasmissione dei dati per il solo periodo transitorio. Nello specifico, entro il 29 luglio 2019, l’Agenzia provvederà a rendere disponibili i seguenti servizi:

  • servizio di upload di un file con i dati dei corrispettivi complessivi di una singola giornata, distinti per aliquota IVA o con indicazione del regime di ventilazione, oppure di un file compresso con i file dei dati dei corrispettivi delle singole giornate;
  • servizio web di compilazione dei dati dei corrispettivi complessivi di una singola giornata, o con indicazione del regime di ventilazione;
  • invio dei dati tramite protocollo https o sftp.

Soggetti esclusi dall’obbligo

A seguito della consultazione pubblica attivata dal 12 al 26 aprile 2019, il Ministero dell’economia e delle finanze ha emanato il D.M. 10 maggio 2019 nel quale ha previsto delle esclusioni dall’obbligo sulla base della tipologia di attività esercitata. Gli esoneri stabiliti dal D.M. hanno carattere temporaneo e, come indicato nell’articolo 3, con successivi decreti il Ministero individuerà le date a partire dalle quali essi verranno meno. Nello specifico, ai sensi dell’articolo 1, le fattispecie esonerate sono le seguenti:

  • operazioni non soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi ai sensi dall’art. 2 del D.P.R. n. 696/1996 (cessioni di tabacchi, cessioni di prodotti agricoli effettuate dagli agricoltori che applicano il regime speciale, cessioni di giornali quotidiani, periodici etc…), del D.M. 13 febbraio 2015 (servizi di stampa e recapito dei duplicati di patente e servizi di gestione e rendicontazione del relativo pagamento) e del D.M. 27 ottobre 2015 (servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione e servizi elettronici). L’esonero è valido fino alla revoca;
  • prestazioni di trasporto pubblico collettivo di persone e di veicoli e bagagli al seguito, con qualunque mezzo esercitato, per le quali i biglietti di trasporto, compresi quelli emessi da biglietterie automatiche, assolvono la funzione di certificazione fiscale. L’esonero è valido fino alla revoca;
  • operazioni collegate e connesse a quelle indicate nei due punti precedenti, nonché operazioni di cui all’art. 2 del D.P.R. n. 633/1972 effettuate in via marginale in relazione a quelle indicate nei due punti precedenti o rispetto a quelle per le quali è obbligatoria l’emissione della fattura. Come specifica il decreto, sono considerate marginali le operazioni i cui ricavi o compensi non sono superiori all’1% del volume di affari realizzato nel periodo di imposta 2018. L’esonero è valido fino al fino al 31 dicembre 2019;
  • operazioni effettuate a bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso di un trasporto internazionale (è il caso, ad esempio, delle cessioni a bordo delle navi da crociera). L’esonero è valido fino alla revoca.

Per le operazioni sopra elencate, permangono gli obblighi tradizionali e cioè: documentazione mediante emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale e annotazione nel registro dei corrispettivi. I soggetti esonerati dall’obbligo possono comunque scegliere di memorizzare elettronicamente i dati dei corrispettivi e inviarli telematicamente all’Agenzia delle entrate.

Il decreto, inoltre, per quel che riguarda le cessioni di benzina e gasolio e le cessioni di beni tramite distributori automatici, conferma l’obbligo di memorizzazione e invio telematico dei dati dei corrispettivi per le cessioni di benzina e gasolio destinati ad essere usati come carburante per motore e per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate mediante distributori automatici (art. 2). L’esonero riguarda, invece, fino al 31 dicembre 2019, gli esercenti impianti di distribuzione di carburante per le operazioni, diverse dalle cessioni di benzina o gasolio destinati ad essere usati come carburante per motori, i cui compensi o ricavi non superino l’1% del volume di affari realizzato nel periodo di imposta 2018.

Anche gli esercenti di impianti di distribuzione di carburante possono comunque scegliere di memorizzare elettronicamente i dati dei corrispettivi e inviarli telematicamente all’Agenzia delle entrate.

Documento commerciale e fattura elettronica

Con le decorrenze fissate dalla normativa, il documento commerciale sostituirà totalmente lo scontrino e la ricevuta fiscale. Vediamo brevemente quali sono le sue caratteristiche.

Secondo quanto stabilito dal D.M. 7 dicembre 2016, il documento commerciale:

  • deve riportare sempre la partita IVA del cedente/prestatore;
  • è emesso dal RT;
  • può essere stampato secondo il fac-simile dell’Agenzia delle entrate;
  • può essere emesso in forma elettronica previo accordo con il destinatario;
  • di per sé non ha valore fiscale a meno che in esso non vengano esposti la partita IVA o il codice fiscale del cessionario/committente;
  • può essere di tre tipologie: vendita o prestazione, reso merce, annullamento.

Quando il documento commerciale acquista anche rilevanza fiscale?

Come specificato dall’art. 4 del D.M. 7 dicembre 2016, il documento commerciale acquista rilevanza fiscale quando, oltre a riportare la partita IVA del cedente\prestatore, espone anche la partita IVA o il codice fiscale del cessionario/committente. I casi possono essere due:

  • il commerciante decide di emettere fattura;
  • il cliente richiede la fattura o dichiara di voler partecipare alla lotteria nazionale dei corrispettivi.

Nel primo caso, il commerciante può scegliere se emettere fattura immediata o fattura differita. Nel caso in cui scelga di emettere fattura immediata, può emettere la fattura e il documento commerciale contestualmente dal RT, in tal caso il RT è in grado di scindere gli ammontari e inviare all’Agenzia delle entrate i corrispettivi al netto dei corrispettivi fatturati, l’esercente provvederà alla registrazione delle fatture in contabilità. Se, invece, l’esercente non genera contestualmente dal RT la fattura e il documento commerciale, ma genera dapprima il documento commerciale e, in un secondo momento, la fattura, allora il documento commerciale inviato all’Agenzia delle entrate riporterà gli importi al lordo dei corrispettivi fatturati e l’esercente dovrà stornare in contabilità i corrispettivi che sono stati fatturati. Nel caso in cui l’esercente scelga di emettere fattura differita, allora dovrà emettere il documento commerciale rilevante ai fini fiscali. La fattura differita richiamerà il documento commerciale.

Nel secondo caso (il cliente richiede la fattura o vuole partecipare alla lotteria), l’esercente dovrà inserire il codice fiscale del cliente e potrà scegliere se emettere fattura immediata o differita secondo quanto sopra descritto.

Con nuovo provvedimento del 30 maggio scorso l’Agenzia delle entrate ha comunicato un ulteriore differimento delle tempistiche legate al servizio di consultazione delle fatture elettroniche, già commentato in questo Blog.

 

Come illustrato nello schema, dal prossimo 1 luglio si avranno quattro mesi per valutare se autorizzare la memorizzazione integrale delle fatture elettroniche transitate attraverso il SdI.
In mancanza adesione, dal 1 novembre il SdI procederà alla cancellazione di ogni fattura già consegnata, compresi tutti gli XML memorizzati nel periodo transitorio.

Con il Provvedimento del 29 aprile l’Agenzia delle entrate si prende un mese in più per attivare il servizio di consultazione delle fatture elettroniche: sarà possibile aderire al servizio dal 31 maggio anziché dal 3 maggio 2019.

L’Agenzia differisce anche la deadline per aderire al servizio, portandola dal 2 luglio al 2 settembre 2019.

Perché l’Agenzia delle entrate propone questo servizio?
Che cos’è il servizio di consultazione fatture elettroniche?

Come illustrato a fine dicembre su questo Blog, a fine 2018 il Garante Privacy aveva formulato i propri rilievi  sul processo di fatturazione elettronica, dichiarando il trattamento di dati effettuato attraverso il SdI sproporzionato rispetto alle due finalità dell’Agenzia:

1) monitoraggio dell’evasione fiscale,

2) trasmissione della fattura da emittente a destinatario.

Memorizzare i dati dell’intera fattura, che possono fornire informazioni su abitudini di consumo dei cittadini italiani, non è strettamente necessario, quindi il Garante aveva invitato AdE a rivedere il processo.

In conseguenza di ciò l’Agenzia ha modificato le regole tecniche che, ricordiamo, sono enunciate nel Provvedimento 30 aprile 2018: il SdI, a meno di esplicita autorizzazione, una volta svolta la funzione di “postino” delle fatture, non memorizzerà più l’intero file XML nel cassetto fiscale, ma solo alcune informazioni fiscalmente rilevanti, descritte nell’Allegato B del novellato provvedimento.

Il contribuente potrà sottoscrivere l’autorizzazione nell’Area Riservata del cassetto fiscale, aderendo al servizio di consultazione dal 31 maggio al 2 settembre.

In caso di mancata adesione, a partire dal 3 settembre il SdI cancellerà tutte le fatture elettroniche che risultino consegnate.

Importante esplicitare che non si tratta di conservazione ma della semplice possibilità di consultare le fatture nel cassetto fiscale sino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di ricezione da parte del SdI (ad esempio per le fatture 2019 fino a dicembre 2020).