La PEC europea è una realtà ed è già possibile adeguare la propria casella agli standard europei, per evitare che non sia più possibile inviare e ricevere messaggi certificati e con pieno valore legale.
Ma come farsi trovare pronti? Quali sono i benefici? Quando è meglio attuare questa conversione? In questo articolo abbiamo raccolto tutto quello che c’è da sapere sulla PEC europea, evidenziando obblighi e opportunità di questa importante trasformazione.
La PEC (Posta Elettronica Certificata) è un sistema di comunicazione digitale che garantisce la sicurezza e la tracciabilità dei messaggi inviati e ricevuti in quanto assicura la certezza dell’integrità dei contenuti trasmessi tra due caselle (il “cosa”) e del momento di avvenuta ricezione (il “quando”). Per tali caratteristiche la normativa nazionale, al momento, con l’art.48 del D.lgsl 82/2005 (il cosiddetto CAD “Codice dell’amministrazione digitale”) equipara la PEC alla raccomandata cartacea con ricevuta di ritorno.
La storia della PEC inizia nel 2005, quando viene introdotta in Italia come risposta alla necessità di semplificare e velocizzare le comunicazioni tra pubbliche amministrazioni, imprese, cittadine e cittadini. È di fatto dal 2012 che la PEC diventa obbligatoria per imprese (anche individuali), liberi professionisti e professioniste, imprese artigiane e PA.
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Dal 2016, ha piena efficacia il Regolamento UE n.910/2014, cosiddetto “eIDAS”, che stabilisce le regole comuni per l’identificazione elettronica, per i servizi fiduciari nell’ambito del mercato unico digitale europeo. Tra questi servizi, c’è anche il recapito elettronico certificato (SERC) ed in particolare recapito elettronico certificato e qualificato (SERCQ) che all’integrità del contenuto ed alla prova di trasmissione integra l’identificazione certa del mittente e del destinatario (il “chi” che manca all’attuale PEC). L’Italia, che ha fatto da apripista con la sua PEC, ha deciso di adeguarsi al nuovo standard europeo, promuovendo nel 2019 l’attivazione di un gruppo di lavoro che è stato allargato nel 2020 agli altri stati membri; il gruppo di lavoro ha preso a modello il protocollo REM (Registered Electronic Mail) nello specifico secondo il recente ETSI EN 319 532-4 pubblicato nel giugno 2022.
La PEC europea è quindi il risultato di un processo di innovazione e integrazione a livello europeo, che offre nuove opportunità di comunicazione certificata tra cittadine e cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni di tutti gli Stati Membri. Con la PEC europea è possibile:
Prima di affrontare il modo analitico le differenze tra PEC e REM, osserviamo il fenomeno dall’alto e cerchiamo di rilevare alcuni elementi di difformità tra i due modelli. La principale differenza tra PEC e REM, cui peraltro si è già fatto riferimento, deriva dal fatto che PEC, ovvero lo standard italiano, certifica l’invio e la ricezione dei messaggi, ma non l’identità degli attori coinvolti, ovvero del mittente e del destinatario, a differenza della REM (Registered Electronic Mail). Da questo derivano le operazioni necessarie per l’adeguamento delle caselle PEC a REM.
La data esatta di obbligatorietà della REM (PEC europea), da quando cioè esisterà un obbligo di conversione da PEC e REM, non è ancora definita (la data esatta verrà individuata da un DPCM), ma l’adeguamento agli standard europei è certamente già possibile e consigliabile.
Per adeguare la PEC agli standard europei, ovvero passare da PEC e REM, è necessario rispettare i seguenti requisiti:
La REM (PEC europea) offre una serie di vantaggi già conosciuti e apprezzati con la PEC tradizionale, come:
Ma la PEC europea aggiunge nuovi importanti benefici, come:
Il mancato passaggio da PEC a REM comporta le seguenti conseguenze:
In Siav, accompagniamo aziende ed enti nel passaggio da PEC a REM con la nostra soluzione Enterprise PEC Manager, che si aggiorna per rendere questa transizione facile e sicura e garantire la continuità di utilizzo in questo fondamentale canale di comunicazione.
PEC Manager è una soluzione perfettamente integrata nei processi di gestione documentale, e quindi assicura un utilizzo efficiente di questo strumento all’interno delle Organizzazioni gestendo al meglio il flusso di informazioni che viaggiano via PEC.
PEC Manager consente di tracciare lo smistamento dei messaggi, la loro presa in carico e le scadenze, di assegnare i compiti e le responsabilità in base ai ruoli e alle competenze, di condividere i documenti solo con chi deve vederli, fino ad arrivare a meccanismi di smistamento automatico e classificazione automatica delle email, anche grazie ad algoritmi di AI (Artificial Intelligence) e ML (Machine Learning), e alla conservazione a norma delle ricevute per garantire documenti opponibili a terzi nel tempo.
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