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Mark J. Barrenechea
Mark J. Barrenechea
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Argomenti
Document Management , Document Management
Tempo di lettura
2 min
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Dal 9 giugno 2022, le aziende che importano merci dall’estero devono adeguarsi alla nuova normativa che prevede l’utilizzo di prospetti digitali per le operazioni di sdoganamento. Si tratta di documenti elettronici che sostituiscono il vecchio formulario cartaceo (D.A.U.) e che contengono tutti i dati relativi alla dichiarazione doganale, al pagamento delle imposte e allo svincolo delle merci. La sostituzione delle bolle doganali cartacee con i prospetti digitali fa parte di un processo di digitalizzazione e armonizzazione dei sistemi informativi doganali a livello europeo, volto a contrastare le frodi e a semplificare le procedure. Come sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla digitalizzazione di questo documento?

L’importanza di avere una visione strategica sulle procedure di sdoganamento

La bolletta doganale di importazione è uno dei documenti più importanti per le aziende che operano nel commercio internazionale, in quanto attesta la regolarità fiscale delle merci introdotte nel territorio nazionale, e, di riflesso, l’effettiva non imponibilità IVA dell’importazione. Fino a poco tempo fa, la bolletta doganale era cartacea. Ora, invece, è diventato digitale e viene pubblicato online dall’Agenzia delle Dogane sul portale dedicato, dove può essere consultato e scaricato in qualsiasi momento.

Il tasso annuo di crescita composto (CAGR) delle soluzioni digitali per HR dal 2024 al 2032. (Fortune Business Insight)

Come funziona la procedura di Import?

Negli ultimi anni le tecnologie AI applicate al documentale hanno compiuto significativi passi avanti. Dai primi approcci analitici – come il process mining o la social network analysis applicata ai flussi aziendali – si è passati all’AI generativa, capace di comprendere, contestualizzare e produrre contenuti coerenti con il linguaggio aziendale.

Questa evoluzione ha aperto nuove possibilità operative:

  • Estrazione automatica di entità e informazioni chiave dai documenti;
  • Interazione in linguaggio naturale con archivi complessi;
  • Generazione di documenti, riassunti o report su misura;
  • Risposte contestualizzate basate sul patrimonio informativo aziendale.

Grazie a queste funzioni, anche gli utenti non specialisti possono accedere in modo semplice, naturale e mirato ai contenuti rilevanti, senza dover padroneggiare la struttura archivistica o i metadati complessi.

Tuttavia, il cassetto doganale presenta anche alcune sfide e limiti che le aziende devono affrontare. Infatti, non si può conoscere in anticipo e a priori quando tali prospetti saranno disponibili, pertanto è il soggetto importatore che deve consultare quotidianamente il cassetto per verificare la presenza dei prospetti, ricercandoli attraverso il codice MRN, in quanto non è prevista al momento alcuna notifica in modalità push.

I requisiti fondamentali della conservazione a norma

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Il formato elettronico deve garantire autenticità, integrità, leggibilità, reperibilità e fruibilità.

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Vanno adottate misure tecniche e organizzative per prevenire la perdita e l’alterazione del documento.

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Va garantita la riservatezza dei dati

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